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  <subtitle>Nove tracce, nove storie</subtitle>
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    <title>Violator - Track #01 – World in my Eyes</title>
    <published>2009-03-17T16:53:50Z</published>
    <updated>2009-03-17T16:53:50Z</updated>
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    <content type="html">&lt;div style="text-align: center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left"&gt;&lt;strong&gt;Titolo&lt;/strong&gt;: Violator track #1 &lt;strong&gt;World in my Eyes&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Fandom&lt;/strong&gt;: Captain Tsubasa&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Personaggi&lt;/strong&gt;: Kojiro Hyuga, Hikaru Matsuyama&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Rating&lt;/strong&gt;: Arancio&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Riassunto&lt;/strong&gt;: Dipendenza. Come le migliori droghe esistenti al mondo, il sesso con lui gli causava dipendenza; e non era una mera questione di sesso: c&amp;rsquo;era qualcos&amp;rsquo;altro, come una fame divorante, una sete inestinguibile di stare con lui.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Note&lt;/strong&gt;: Shonen ai&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="cutid1"&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="ljcut" text="Violator - Track #01 – World in my Eyes"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center"&gt;&lt;h1&gt;&lt;strong&gt;Violator - Track #01 &amp;ndash; World in my Eyes&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;quot;It's not a day for work, it's a day for catching tan.&amp;quot; (All that she wants &amp;ndash; Ace of Base) &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/h1&gt;&lt;/div&gt;Amore. Quello che forse non era, o forse s&amp;igrave;, ma alla fin fine non importava loro troppo. Quello che veramente contava era avere un&amp;rsquo;ancora di salvezza, un posto in cui tornare, qualcuno cui dare l&amp;rsquo;affetto che si aveva, qualcuno che completasse o compensasse i brutti difetti. O li accentuasse: entrambi testardi come due muli, si impuntavano su tutte le cose meno importanti che potevano esistere, dalla biancheria nel lavandino di Hikaru, all&amp;rsquo;abitudine di Kojiro di lasciare il dentifricio aperto. Attrazione. Quella era certa, sicura e solida. Ed era prima di tutto attrazione caratteriale, solo poi fisica. Ed era giusto cos&amp;igrave;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;---&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Brutta, davvero brutta: una delle partite peggiori che la Nazionale Giovanile avesse mai giocato. Morale a pezzi, ognuno con i suoi problemi per la testa, avversari decisi, il solito discorso masochistico di giocare anche se con problemi di varia natura. Forse perch&amp;eacute;, se non l&amp;rsquo;avessero fatto, il Giappone avrebbe perso per mancanza di giocatori. Quindi si dicevano che era meglio essere undici campioni fasciati, piuttosto che undici pippe senza speranza alcuna. Avevano addirittura messo Ken in attacco, in mancanza d&amp;rsquo;altro. Avevano pareggiato per miracolo ed alla fine, stanchi morti, erano negli spogliatoi. E Kojiro gli aveva sfiorato appena il polso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;---&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;ldquo;Criceti?&amp;rdquo;&lt;br /&gt;&amp;ldquo;Criceti, s&amp;igrave;.&amp;rdquo;&lt;br /&gt;&amp;ldquo;Vuoi dei criceti.&amp;rdquo; &lt;br /&gt;&amp;ldquo;Esatto, ne voglio un paio, come animali domestici, per farci compagnia.&amp;rdquo;&lt;br /&gt;&amp;ldquo;Io... non mi piacciono i criceti. Sono &amp;ndash; una smorfia sul viso &amp;ndash; topi. &amp;ldquo;&lt;br /&gt;&amp;ldquo;Hyuga, quando fai cos&amp;igrave; sembri una donnicciola.&amp;rdquo;&lt;br /&gt;&amp;ldquo;Ripetilo, e stasera ti strozzo nei tuoi stessi boxer, lo giuro.&amp;rdquo;&lt;br /&gt;&amp;ldquo;Se pensi di farmi paura, ti sbagli di grosso. Non mi stai minacciando d&amp;rsquo;usare un calzettone post finalissima, dopotutto!&amp;rdquo;&lt;br /&gt;&amp;ldquo;Ecco, questa sarebbe un&amp;rsquo;ottima idea. Potrei sfruttarla. Alla prossima partita conserver&amp;ograve; i calzettoni, poi vediamo.&amp;rdquo;&lt;br /&gt;&amp;ldquo;Allora, &amp;lsquo;sti criceti li prendiamo o no?&amp;rdquo;&lt;br /&gt;&amp;ldquo;No.&amp;rdquo;&lt;br /&gt;&amp;ldquo;Su!&amp;rdquo;&lt;br /&gt;&amp;ldquo;No!&amp;rdquo;&lt;br /&gt;&amp;ldquo;E dai, sono carini!&amp;rdquo;&lt;br /&gt;&amp;ldquo;Ma non ti basto io?!&amp;rdquo;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;---&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dipendenza. Come le migliori droghe esistenti al mondo, il sesso con lui gli causava dipendenza; e non era una mera questione di sesso: c&amp;rsquo;era qualcos&amp;rsquo;altro, come una fame divorante, una sete inestinguibile di stare con lui. Il fare l&amp;rsquo;amore era sono una conseguenza di queste sensazioni. Alle volte, quando erano lontani, si chiedeva se fosse normale sentirsi come se gli avessero strappato un polmone o una gamba, e cos&amp;igrave; teneva la mano sul telefono, sperando e temendo che chiamasse. Se Kira l&amp;rsquo;avesse visto in uno di quei momenti, l&amp;rsquo;avrebbe disconosciuto. Si sentiva tutto, fuorch&amp;eacute; la tigre che doveva assolutamente essere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;---&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;quot;&amp;Egrave; morto!&amp;quot;&lt;br /&gt;&amp;quot;Come &amp;lsquo;&amp;egrave; morto&amp;rsquo; ?!&amp;quot;&lt;br /&gt;&amp;quot;Un infarto, si &amp;egrave; spaventato a morte sbattendomi contro!&amp;quot;&lt;br /&gt;&amp;ldquo;Rianimazione?&amp;rdquo;&lt;br /&gt;&amp;ldquo;Chiamare un&amp;rsquo;ambulanza?&amp;rdquo;&lt;br /&gt;&amp;ldquo;Non ho il telefono!&amp;rdquo;&lt;br /&gt;&amp;ldquo;Porco cazzo!&amp;rdquo;&lt;br /&gt;&amp;ldquo;Ma siamo sicuri che Misugi sia proprio morto-morto? Magari &amp;egrave; come durante la partita delle medie, quando &amp;egrave; stramazzato ai miei piedi e poi si &amp;egrave; ripreso...&amp;rdquo;&lt;br /&gt;&amp;ldquo;Io corro a chiamare aiuto!&amp;rdquo;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;ldquo;Quindi siamo rimasti soli col morto.&amp;rdquo;&lt;br /&gt;&amp;ldquo;Te l&amp;rsquo;ho detto, magari non lo &amp;egrave;...&amp;rdquo;&lt;br /&gt;&amp;ldquo;Per&amp;ograve; perch&amp;eacute; era qui? Neppure un attimo di intimit&amp;agrave;, meno male che non stavamo facendo niente, altrimenti l&amp;rsquo;avremmo ucciso noi!&amp;rdquo;&lt;br /&gt;&amp;ldquo;Fortuna che &amp;egrave; stato un altro: non avrei retto alla vergogna dell&amp;rsquo;omicidio...&amp;rdquo;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;---&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Frustrante era il non riuscire a sfondare in Italia. L&amp;rsquo;essere uno dei tanti stranieri che infestavano il Campionato teoricamente pi&amp;ugrave; bello del mondo. Frustrante era la pronuncia di quella stupida lingua che aveva troppi suoni strani che lui, tristemente, non riusciva a riprodurre. Hyuga Kojiro era un pessimo maestro e l&amp;rsquo;unica maledetta cosa che gli aveva detto era stata &amp;ldquo;se &amp;lsquo;gl&amp;rsquo; e &amp;lsquo;gn&amp;rsquo; ti sembrano difficili, aspetta di arrivare al congiuntivo&amp;rdquo;. Bella consolazione! Che ragazzo inutile che si ritrovava! C&amp;rsquo;erano delle volte in cui gli avrebbe sbattuto pi&amp;ugrave; che volentieri la testa al muro. Con tanta, tanta ed immotivata violenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;---&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Genzo Wakabayashi li osservava. Li osservava con attenzione. Ora era matematicamente certo che Hyuga fosse dell&amp;rsquo;altra sponda. Ma non solo! Sbavava su Matsuyama. Ah! Sarebbe stato bello poterlo ricattare! Chiss&amp;agrave; se stavano assieme... Peccato che fosse coinvolto anche Hikaru: ci sarebbe passato anche lui, nel caso, e non era giusto. Chiss&amp;agrave; quanti altri sapevano... si gir&amp;ograve; ed ebbe la risposta: lo sguardo truce di Wakashimazu, cos&amp;igrave; puntato addosso, rivelava fin troppo. Quei due, per&amp;ograve;, dovevano fare pi&amp;ugrave; attenzione: la mano sul polso era quasi invisibile, ma assolutamente in contrasto con l&amp;rsquo;idea di super macho che la squadra aveva di Hyuga. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;---&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;ldquo;Hikaru!&amp;rdquo; Era l&amp;rsquo;urlo prolungato e belluino che proveniva dal bagno con una cadenza regolare di ventiquattro ore. Ok, verissimo, aveva ragione lui, ma non era colpa sua! Quando stava a casa c&amp;rsquo;era sua madre che faceva quelle cose, ed il solo pensiero di doverle fare lui... b&amp;egrave;, gli faceva venire i brividi. Non era cosa per lui, assolutamente no. Ne era certo. Sicuro. Purtroppo, per&amp;ograve;, l&amp;rsquo;urlatore non demordeva, ed ogni giorno era lo stesso discorso. Hikaru si trattenne dal rispondergli che non era intenzionato a fare lavori da donna: sapeva che Hyuga Kojiro lo avrebbe sventrato per il solo pensiero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;---&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Idiota, idiota, idiota e ancora idiota! Come gli era saltato in mente di guardare un porno fra donne, sapendo che Hyuga poteva rientrare?! Lo sguardo sconvolto che aveva il suo compagno davanti alla visione di lui che si masturbava davanti alla tiv&amp;ugrave; fu un colpo al cuore. Tradimento. Il peggior tradimento, visto soprattutto che il ragazzo precedente l&amp;rsquo;aveva mollato per una donna. L&amp;rsquo;eccitazione oramai svanita, i pantaloni richiusi, si era gettato all&amp;rsquo;inseguimento di Kojiro, che aveva sbattuto la porta di casa. Braccarlo letteralmente e sentirlo sussurrare &amp;ldquo;non credo di poter stare con qualcuno cui piacciono le donne&amp;rdquo;, fu una stilettata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;---&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Jun Misugi era esattamente l&amp;rsquo;ultima persona in cui volevano incappare quando erano assieme: sentirsi colpevoli per aver fatto venire un infarto a un compagno di squadra non era nelle loro priorit&amp;agrave;. Quindi, se di norma evitavano tutti quelli che conoscevano, Jun lo evitavano maggiormente. Proprio per questo motivo il Principe del Calcio si insospett&amp;igrave; e, ovviamente, li pesc&amp;ograve; sulla canonica panchina dei poveri. Gesto massimo di intimit&amp;agrave;: una mano appoggiata su un&amp;rsquo;altra; niente di troppo dannoso per la salute, quindi. Al contrario del voltarsi e sbattere contro Wakashimazu che l&amp;rsquo;aveva pedinato nel pedinamento. Ma questa, francamente, &amp;egrave; un&amp;rsquo;altra storia ancora.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;---&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;ldquo;Kojiro!&amp;rdquo; Era esattamente l&amp;rsquo;urlo che lo raggiungeva ogni santa, santissima volta che si lamentava per le mutande lasciate nel lavabo. Ora, non era difficile infilarle nella lavatrice, no? No! Eppure quello zotico di Hokkaido dimostrava d&amp;rsquo;essere capace di mettersi a novanta solo in alcuni casi. Casi che non contemplavano l&amp;rsquo;inserimento dei boxer nella lavatrice. Kojiro si chiese se, per caso, sua madre non l&amp;rsquo;avesse educato troppo bene, dato che lui sapeva svolgere un compito cos&amp;igrave; semplice. Biancheria, apri cestello, lancia, accosta. E quando &amp;egrave; piena detersivo e via. Andava bene anche il cesto della biancheria, ed invece niente. Nel lavabo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;---&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lacerante gelosia. Bruciava come un ferro bollente sulla pelle nuda. Aveva voglia di ammazzare Hikaru. Si sentiva tradito come gli era successo con quel testa di cazzo di Marco. Ma perch&amp;eacute; finiva con gente cui piacevano le donne?! Eppure era sembrato sincero, in tutto quel tempo. Sembrava addirittura preso. Sent&amp;igrave; i suoi passi alle spalle, braccarlo. Glielo disse che non voleva avere a che fare con uno cui piacevano le donne. Anche il solo pensiero di poter essere nuovamente tradito gli mandava il sangue alla testa. Con una donna, poi, rendeva tutto peggiore. Si sentiva ferito, e non gli piaceva.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;---&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mutande: la mela della discordia, insieme alla musica. A Kojiro piacevano hard rock e metal. Hikaru preferiva il pop. Kojiro cambiava stazione, Hikaru gli nascondeva i cd dei Van Halen, pentendosi subito quando dallo stereo partivano a bomba i Cradle of Filth o i Blind Guardian. Sostenere il suo sguardo, anche se la casa era dell&amp;rsquo;ala sinistra. &lt;br /&gt;Proporre una tregua: &amp;ldquo;Mettiamo rock, va bene. Posso sopportare i Van der Graaf.&amp;rdquo;&lt;br /&gt;Studiarsi. Calcolarsi.&lt;br /&gt;&amp;ldquo;Solo se non metti le mutande usate nel lavandino.&amp;rdquo; &lt;br /&gt;RICATTO! S&amp;rsquo;accese la lampadina ululante nella testa di Hikaru. Ricattatore! Ma con chi stava?! &lt;br /&gt;&amp;ldquo;Ok, mi arrendo. Niente mutande.&amp;rdquo;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;---&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;ldquo;Niente mutande&amp;rdquo; assunse trecentomila miliardi di connotazioni differenti. Non era &amp;ldquo;Niente mutande nel lavandino&amp;rdquo;, infatti. Era niente mutande tout-court. Quando se ne accorse, la mascella di Kojiro precipit&amp;ograve; a terra. Mentre altro dava segni di salita. Tipo la pressione sanguigna. Ed altro. Perch&amp;eacute; mettersi alle sue spalle, infilargli le mani nei pantaloni per aprirli e non trovare la seconda barriera... no, non c&amp;rsquo;era un grande bisogno di spiegazioni. Hikaru si volt&amp;ograve; nell&amp;rsquo;abbraccio, con un sorriso da bastardo, infame e chiss&amp;agrave; che altro. E Kojiro si accorse, una buona volta, che lo adorava proprio. Senza alcuna via di fuga. Completamente cotto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;---&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;ldquo;Occazzo&amp;rdquo;. S&amp;igrave;, esatto. &amp;ldquo;Occazzo&amp;rdquo;. Era stata proprio questa la parola che aveva usato Wakashimazu entrando all&amp;rsquo;improvviso negli spogliatoi e trovandoli avvinghiati tipo edera e muretto. Poi era balzato fuori sbattendo con forza la porta. Kojiro quel giorno si sent&amp;igrave; un verme come non mai, dato che non aveva detto della sua relazione nemmeno al migliore amico. &amp;ldquo;Coglione, ma per chi mi hai preso?! A chi volevi dirlo, a tua mamma?&amp;rdquo; era stata la risposta del suddetto amico davanti all&amp;rsquo;ormai inutile coming-out. In effetti, Kojiro non pensava che dirlo alla madre fosse una buona idea: poi chi avrebbe badato ai fratellini?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;---&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Patetico. Si era sentito semplicemente patetico quel giorno, a star l&amp;igrave; a guardarlo, osservarlo, mangiarlo con gli occhi, sempre sperando che l&amp;rsquo;altro non se ne accorgesse. Ed ogni scusa era valida per toccarlo, sentire com&amp;rsquo;era la pelle, soffocando il desiderio di scoparselo davanti a tutti, sulla spiaggia, in mare, nell&amp;rsquo;auto in cui s&amp;rsquo;era addormentato come un idiota, nell&amp;rsquo;ingresso, sul tavolo della cucina, nella doccia ed alla fine sul letto. Patetico e non solo: pure morboso. Ed era strano sentirsi di nuovo attratti senza poterne fare a meno, senza sapersi controllare. Dio, una buona volta, fai andare le cose per bene!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;---&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quella sarebbe stata senza dubbio una giornata perfetta per spiaccicarsi su una spiaggia, accantonando cos&amp;igrave; il calcio. Al mister avevano fatto pena, soprattutto quel giapponese nuovo, bianco come la neve del paese dal quale proveniva. Tipo sotto la Kamchatka. Stava in effetti virando dal bianco a una sfumatura sul color peperone, quel Matsuyama. Non sapeva che, prima di lui, anche un altro aveva usato la stessa espressione per definirlo. Al termine dei giochi, stava in infermeria con un principio di insolazione. Kojiro quella volta aveva cercato di mangiarlo vivo, e se non l&amp;rsquo;aveva fatto, era solo perch&amp;eacute; gli faceva pena. [1]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;---&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ruvido come le sue mani, aveva solo il carattere. Non solo ruvido, era anche spigoloso, aggressivo, accentratore, dispotico. E solare come urlava il suo cognome, Hyuga. Cosa c&amp;rsquo;era di pi&amp;ugrave; appropriato per Kojiro? Lui era accecante come la luce del sole. Hikaru si trovava spesso a ridere davanti all&amp;rsquo;immensa ironia dei loro nomi e cognomi. Quando l&amp;rsquo;aveva detto a quel cretino del suo ragazzo, l&amp;rsquo;unica risposta era stata un sorriso sghembo e un &amp;ldquo;si vede che era destino!&amp;rdquo;&lt;br /&gt;Ruvido, eppure caldo. Grezzo e malleabile, questo era il suo ragazzo. Una forza della natura, inarrestabile. Ed era l&amp;igrave; soltanto per lui.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;---&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sesso: quello s&amp;igrave; che era gratificante. Perch&amp;eacute; sentirlo urlare il suo nome come un&amp;rsquo;implorazione era quanto di pi&amp;ugrave; bello ed eccitante ci fosse al mondo. Sentirlo che si aggrappava alle sue spalle, che gli cingeva i fianchi con le gambe, che si faceva sbattere contro il muro, che gli azzannava il collo per soffocare la voce troppo alta, che gli chiedeva cose innominabili... era inebriante. Appagante. Ed in quei momenti sentiva che tutti i pezzi scivolavano al loro posto, come un gioco d&amp;rsquo;incastri risolto alla perfezione. Anche se ogni tanto Hikaru gli chiedeva di scambiarsi i ruoli, andava bene cos&amp;igrave;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;---&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tigre un cazzo. Si sentiva stanco, spossato e con la testa ovunque, tranne che sul campo. Tipo sulla gamba ferita di Hikaru. E quella fottutissima partita di merda non aveva intenzione di finire, e quella Cina dei suoi coglioni non voleva sprofondare col suo miliardo e passa di abitanti! Perch&amp;eacute; dovevano giocare, se erano tutti dei relitti umani? Pensavano che lui fosse in grado di portare avanti il gioco da solo, aiutato esclusivamente da Ken?! Pazzi! Il fischio dell&amp;rsquo;arbitro fu una benedizione. Spogliatoi ed una carezza nascosta sul polso di Hikaru: siamo sopravvissuti di nuovo. Ce l&amp;rsquo;abbiamo fatta di nuovo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;---&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Umilt&amp;agrave;: saper cercare la persona amata, cercando di chiedere scusa, soffocando la propria testardaggine e il proprio orgoglio. Fu con umilt&amp;agrave; estrema che buss&amp;ograve; nuovamente alla porta di Kojiro, che non lo chiamava da settimane. Che non gli scriveva. Che, se le squadre si incrociavano in campo, neppure lo guardava. Che sent&amp;igrave; avvicinarsi alla porta e guardare allo spioncino, e trattenere il respiro. &amp;ldquo;Solo una seconda possibilit&amp;agrave;. Ti chiedo solo questo.&amp;rdquo; Sentirlo che si appoggiava alla porta. &amp;ldquo;So di aver sbagliato e ti chiedo scusa. &amp;Egrave; che-&amp;ldquo; la porta aperta di scatto. &amp;ldquo;Ti sentiranno, entra&amp;rdquo;. Parlare, fare pace. L&amp;rsquo;umilt&amp;agrave; serviva.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;---&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Viaggiare. Questo li accomunava da parecchio, dato che entrambi erano nella Nazionale Giapponese. Kojiro viaggiava solo in quei casi, dato che le disponibilit&amp;agrave; finanziarie erano quello che erano. A parte andare ad Okinawa ad allenarsi con quel pazzo di coach Kira. Non avevano mai viaggiato insieme, da soli, se non in quel primo, fatidico agosto italiano. E da quel giorno l&amp;rsquo;aveva portato su, fino alla cima pi&amp;ugrave; alta, fin gi&amp;ugrave;, nel mare pi&amp;ugrave; profondo. Ogni volta alla cieca, senza una bussola ad indicare il cammino. Ed Hikaru si era accorto che gli piaceva, pi&amp;ugrave; di qualsiasi altra cosa al mondo. [2]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;---&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;ldquo;World in my eyes&amp;rdquo; era stata una tortura. Spettacolare, sicuramente degna di nota, ma una tortura. Kojiro non era sicuro di voler ripetere tutto-tutto-tutto quello che era stato fatto quella notte. Soprattutto la parte del player del computer che mandava a ripetizione la stessa canzone. E la parte che aveva a che fare con... s&amp;igrave;... insomma... la possibilit&amp;agrave; d&amp;rsquo;essere attivo e passivo insieme. Nello stesso momento, con una persona sola, ad esclusione di lui. Non sapeva neppure come era finito legato supino al letto, se non che era un dopo cena con del vino italiano. Era indeciso: ripetere o no? [2]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;---&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Xenofobia. Luridi musi gialli, ci avete rubato la coppa, il mondiale. Vaglielo a spiegare che tu sei giapponese, non coreano! Soprattutto quando impieghi ancora del tempo per capire una parte delle parole che ti vengono sputate in faccia. Per&amp;ograve; non hai problemi a capire il tono, no, quello no: &amp;egrave; sempre lo stesso ovunque tu vada, che sia perch&amp;eacute; sei straniero, perch&amp;eacute; hai un gioco aggressivo, o perch&amp;eacute; ci hai provato con la persona sbagliata. Un suo compagno di squadra l&amp;rsquo;aveva letteralmente trascinato via, insegnandogli quella nuova parola. Tornato a casa, aveva chiamato Hikaru per sfogarsi e leccarsi le ferite.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;---&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Yoshiko. Che aveva amato davvero, fino all&amp;rsquo;adolescenza. Fino a quando farci l&amp;rsquo;amore non era diventato un peso, non un piacere. Ma era bella, e c&amp;rsquo;era sempre stata, anche da lontano. Era una costante, non era sicuro di volerla perdere. Per fortuna, superato il trauma della separazione, l&amp;rsquo;aveva perdonato. Per quello che Hikaru le aveva detto con chi stava, lasciandola di stucco. Lei s&amp;rsquo;era sentita incerta. Erano passati giorni prima che fosse riuscita a metabolizzare la notizia. Poi era andata a trovarli. Regola numero uno: non dare a Hyuga motivi di sospettare. Sent&amp;igrave; uno sguardo geloso addosso per tutto il tempo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;---&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Zona retrocessione. Era stato quando la sua squadra era finita in zona retrocessione che Kojiro l&amp;rsquo;aveva chiamato preoccupato, cercando d&amp;rsquo;offrirgli conforto, anche se al telefono era un incapace clamoroso. Gli aveva detto subito che la dottrina Tsubasa ogni tanto poteva essere buona, che non era colpa sua se la squadra in cui militava era composta da brocchi, e che se al suo fianco ci fosse stato lui, sicuramente non sarebbero finiti fra le peggiori del campionato. Ed Hikaru l&amp;rsquo;aveva ascoltato, quelle parole concitate ed alle volte cos&amp;igrave; mostruosamente insensate e boriose da... da fargli capire che, sicuramente, l&amp;rsquo;amava davvero tanto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;# Fine #&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Note.&lt;br /&gt;Questo &amp;egrave; un raffinato esempio di pesoculismo e ottimizzazione delle challenge. Tre in una, signori e signore! Nell&amp;rsquo;ordine ci sono l&amp;rsquo;alphabet challenge di Pucchyko, Temporalmente di Criticoni e Violator (mia di me).&lt;br /&gt;Credo che non potessi fare di pi&amp;ugrave;, giusto? XD&lt;br /&gt;Che dire? Ho dedicato l&amp;rsquo;ultima storia mancante di Violator a Kojiro e Hikaru. Proprio quelli che popolavano la track #02 di chiss&amp;agrave; quanto tempo fa. Perch&amp;eacute; loro valgono! E ora sono triste, perch&amp;eacute; Violator mi ha accompagnata a lungo. &amp;Egrave; stato un bel progetto che, anche se molto lentamente, ho portato a compimento.&lt;br /&gt;Con Genzo, Hikaru, Kojiro, Maki, e i due puccini di Mela. Mi fa strano doverlo mettere da parte cos&amp;igrave;... &amp;egrave; un po&amp;rsquo; malinconico, francamente. Non amo le chiusure, io! &lt;br /&gt;Spero che vi piaccia e che possiate divertirvi a leggerla, cos&amp;igrave; come io mi sono divertita a scriverla.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PS: no, Jun non &amp;egrave; morto. Purtroppo.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;</content>
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    <title>Violator Track #6 Enjoy the Silence</title>
    <published>2009-01-16T16:19:18Z</published>
    <updated>2009-01-16T16:19:49Z</updated>
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    <content type="html">&lt;b&gt;Titolo:&lt;/b&gt; Violator track #6 Enjoy the Silence&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Fandom:&lt;/b&gt; Captain Tsubasa&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Personaggi: &lt;/b&gt;Kojiro Hyuga, Genzo Wakabayashi&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Rating:&lt;/b&gt; Arancio&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Riassunto:&lt;/b&gt; Kojiro mosse un braccio per portarlo sotto la testa; Genzo trovava che ci fosse qualcosa di estremamente erotico in quel guizzare di muscoli, visibilissimo sotto la pelle abbronzata.&lt;br /&gt; Stanco, dopo l&amp;rsquo;amore, la testa posata sul petto di Kojiro, cullato dal respiro regolare e dal battito forte, si lasci&amp;ograve; andare ai ricordi che il profumo di erba dall&amp;rsquo;esterno gli suscitava. L&amp;rsquo;altro lo lasci&amp;ograve; semplicemente fare, senza dir niente.&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Note:&lt;/b&gt; Shonen ai.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="cutid1"&gt;&lt;/a&gt;&lt;h1 style="text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;Violator - Track #06 - Enjoy the Silence&lt;/strong&gt;&lt;/h1&gt;  &lt;p align="right"&gt;&lt;em&gt;All I ever wanted&lt;br /&gt; All I ever needed&lt;br /&gt; Is here in my arms&lt;br /&gt;[Depeche Mode - Enjoy the Silence]&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C&amp;rsquo;era un&amp;rsquo;atmosfera morbida e confortevole, in quella notte di luna piena. Il silenzio, pieno di rumori provenienti dal bosco vicino alla ryokan, invadeva la stanza passando attraverso le finestre aperte. Dei grilli cantavano lontano, mentre il vento muoveva le cime degli alberi. Restarono ad osservare lo spettacolo della luna piena che sorgeva in silenzio. &lt;em&gt;Silenzio&lt;/em&gt;. Il silenzio caratterizzava la loro relazione fin dagli inizi, una costante; frasi non pronunciate, parole non dette. Sguardi che accarezzavano e parlavano senza bisogno di altro. Suggerivano, urlavano. Le parole le usavano per coloro che stavano, per dirla come loro, &amp;ldquo;al di fuori&amp;rdquo;, per prendersi in giro l'un l'altro, litigare, stuzzicarsi seguendo un copione ben preciso, scritto quando ancora non sapevano assolutamente niente l'uno dell'altro. Quando ci&amp;ograve; che conoscevano l'uno dell'altro erano solo facciate. &lt;br /&gt;    &lt;p&gt;Kojiro mosse un braccio per portarlo sotto la testa; Genzo trovava che ci fosse qualcosa di estremamente erotico in quel guizzare di muscoli, visibilissimo sotto la pelle abbronzata.&lt;br /&gt; Stanco, dopo l&amp;rsquo;amore, la testa posata sul petto di Kojiro, cullato dal respiro regolare e dal battito forte, si lasci&amp;ograve; andare ai ricordi che il profumo di erba dall&amp;rsquo;esterno gli suscitava. L&amp;rsquo;altro lo lasci&amp;ograve; semplicemente fare, senza dir niente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando aveva avuto undici anni, in lui non aveva visto altro che uno sbruffone borioso malvestito: quell'apparire all'improvviso nel loro campo, quel maledetto gol a tradimento, quando non poteva - e men che meno &lt;em&gt;voleva&lt;/em&gt; - rivelare che la caviglia gli faceva un male del diavolo, l'imporre violento la propria persona, tutto questo glielo aveva reso a dir poco odioso. &lt;br /&gt; &lt;em&gt;&amp;quot;Esisto, che tu lo voglia o no. Ci sono e non potrai ignorarmi&amp;quot;&lt;/em&gt; urlava ogni fibra di Hyuga, ogni sua espressione, ogni suo gesto.&lt;br /&gt; Non era l'unico a detestarlo per questo: quasi tutti vedevano solo quel lato poco ortodosso che mostrava al mondo; si fermavano in superficie e non sapevano niente di niente di lui, se non che giocava per vincere. Il rispetto come giocatore gli veniva concesso solo dopo aver militato nella stessa squadra, perch&amp;eacute; &lt;em&gt;giocarci contro&lt;/em&gt; significava essere ripassati in un tritacarne, mentre &lt;em&gt;giocarci insieme&lt;/em&gt; significava vedere la tecnica dietro la forza bruta, avere dalla propria una potenza pressoch&amp;eacute; inarrestabile e un desiderio di rivalsa che facevano scintille e portavano gol. Ma se si escludeva questo, nessuno - a parte pochi eletti - sapeva niente di lui, dei suoi sogni, della famiglia o, pi&amp;ugrave; semplicemente, di come fosse fuori da un campo da calcio; cos&amp;igrave;, nei pensieri dei compagni della Nazionale restava un ragazzino, se non proprio violento, di sicuro antipatico. Reticente e di poche parole, si scopriva solo con Wakashimazu e Sawada, e solo perch&amp;eacute; lo conoscevano da anni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Genzo aveva visto, sul campo, un suo coetaneo che si dannava anima e corpo per raggiungere un risultato, anche a costo di sfiancarsi; qualcuno che non perdeva mai le speranze e che, anzi, sfruttava il loro vacillare per trovare nuova rabbia, nuova energia. Per crollare solo una volta giunti alla meta, come nella partita contro la Furano di Matsuyama. Forza contro strategia. Uno contro undici, supportato solo alla fine da una squadra che dipendeva troppo da lui. Un'altra cosa che lo colp&amp;igrave; prepotentemente fu la scoperta che i muscoli di Kojiro non fossero il risultato di una cieca ricerca di forza bruta, ma di un lavoro che gli portava via buona parte del suo tempo e che lo escludeva dal mondo dei suoi compagni di classe. La fantasia era rimasta colpita da quel ragazzino sbruffone e silenzioso, lontano anni luce dal suo mondo dorato.&lt;br /&gt; Ci&amp;ograve; nonostante, una volta partiti per la Germania, accantonare quella figura fu estremamente facile. Lo fu un po' meno anni dopo, sia perch&amp;eacute; avevano quindici anni, sia perch&amp;eacute; Hyuga aveva perso parte della sua antipatia - &lt;em&gt;diventando quasi civile, miracolo!&lt;/em&gt; -, e aveva messo su un fisico da far paura. La sua pelle aveva sempre quella sorta di perenne abbronzatura, i capelli lasciati crescere troppo e le mani dalle dita lunghe che avevano il vizio di sconvolgerseli ancora di pi&amp;ugrave;, i succitati muscoli guizzanti subito sotto la pelle, quasi non ci fosse un'oncia di carne extra su quelle ossa. E stava diventando sempre pi&amp;ugrave; alto e slanciato. Genzo, negli spogliatoi, si accorse di non riuscire a staccargli gli occhi di dosso, se non con estrema fatica e solo sotto la minaccia che il Segreto venisse alla luce, svelato dal proprio corpo, dai propri sguardi famelici su quell'ampia schiena. Provava il desiderio di baciarlo, morderlo e toccarlo. Vederlo nudo o quasi lo faceva scappare sotto la doccia - gelida, ovviamente - per minimizzare i danni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Va detto che il fastidio che Genzo provava da bambino nei confronti di Hyuga era ricambiato al cento per cento: per Kojiro era solo un'odiosa, &lt;em&gt;odiosissima&lt;/em&gt; creatura. Uno che si credeva superiore solo per i suoi soldi e perch&amp;eacute; aveva a sua disposizione un allenatore personale, battendo tutti solo per questo stupido motivo. Scoprire che gli aveva fatto gol solo perch&amp;eacute; infortunato gli faceva rodere il fegato. Idiota! Lui non doveva lavorare per mantenere la famiglia, anzi! E, cosa peggiore, in Germania aveva avuto la possibilit&amp;agrave; di migliorare ancora di pi&amp;ugrave;, d'assaggiare e far suo un gioco di livello mondiale.&lt;br /&gt; Andava da s&amp;eacute;, quindi, che per lui rapportarsi a Genzo fosse solo una fonte di perenne frustrazione, un vedere tutte le possibilit&amp;agrave; che gli altri avevano e che a lui erano sempre state negate, per un motivo o per un altro.&lt;br /&gt; Invidia bruciante e rabbia gelida per gli sguardi che si ritrovava addosso e che, per la maggior parte del tempo, gridavano di far caso a come fosse un rozzo straccione bifolco. Chiss&amp;agrave; che brutta fine avrebbe fatto uno cos&amp;igrave;. E non sapevano niente di lui, non erano neanche interessati.&lt;br /&gt; L'unica cosa che lo rincuorava era che, se l'avevano scelto per la Toho e per la Nazionale, era sicuramente bravo e chiss&amp;agrave;! forse avrebbe avuto un futuro nel calcio, futuro che non sembrava pi&amp;ugrave; uno stupido sogno nato per uscire da un presente senza scampo. La frustrazione veniva un po' lenita da questi pensieri, mentre &amp;ndash; per la prima volta da che si ricordava &amp;ndash; dormiva solo con un'altra persona nella stanza. &lt;em&gt;Chiss&amp;agrave; com'&amp;egrave; felice, la mamma, ora che sono qui e ho la borsa di studio per la Toho...&lt;/em&gt; La mano ad accarezzare la foto di famiglia messa sotto il cuscino.Poi tornare a casa e trovarsi regolarmente secondi. Avere la vittoria sulla punta delle dita e vedersela sfuggire, sentirsi perseguitati da qualche divinit&amp;agrave; bastarda, crescere e continuare a sentirsi frustrato e pateticamente diverso. Continuare a nascondersi allontanando gli altri, mostrando solo il lato peggiore di s&amp;eacute; e tenendosi stretti solo quelli con cui era amico da una vita. Nascondersi, s&amp;igrave;, ma soprattutto evitare di guardare gli altri nello spogliatoio, dato che le reazioni del suo corpo erano nette e precise. A tredici, quattordici anni si sentiva regolarmente beffato dalla vita e si chiedeva se alla sfiga ci sarebbe mai stata fine.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La risposta gli arriv&amp;ograve; a quindici anni: se la fortuna lo evitava come la peste, la sfortuna gli voleva tanto, &lt;em&gt;tantissimo&lt;/em&gt; bene; non si spiegava altrimenti l'essersi ritrovato come compagno di squadra gay proprio Wakabayashi. Ed essersene accorti solo a causa del sentirsi osservato e aver intercettato, in uno specchio, uno sguardo decisamente puntato sulla propria schiena. Se non pi&amp;ugrave; gi&amp;ugrave;. Un brivido lungo la spina dorsale. &lt;em&gt;Doveva anche essere pi&amp;ugrave; alto e pi&amp;ugrave; forte?!&lt;/em&gt; Pochi centimetri in pi&amp;ugrave;, ma svariati chili di puri muscoli li dividevano, rendendo Hyuga quasi delicato al confronto.&lt;br /&gt; Eppure quegli sguardi d'apprezzamento lo facevano sentire stranamente bene, accettato, accarezzato e desiderato come non gli era mai successo prima. Si scopr&amp;igrave; a guardare l'altro, pi&amp;ugrave; alto, pi&amp;ugrave; grosso e muscoloso di lui; si scopr&amp;igrave; intento a pianificare la seduzione - o la cosa pi&amp;ugrave; simile ad essa che conosceva - del portiere. &lt;em&gt;Lo far&amp;ograve; soffrire, lo stronzo.&lt;/em&gt; Ma, come al solito, non aveva fatto i conti con il fato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel momento in cui i movimenti di Kojiro si fecero pi&amp;ugrave; scoperti, diabolicamente e sottilmente erotici, quasi stesse mettendo in mostra i propri muscoli e la propria energia, Genzo ebbe dei fortissimi dubbi sulla sessualit&amp;agrave; del buzzurro, e si chiese se per caso non fosse anche lui dell'altra sponda. Cercava il contatto visivo e lo scherno, il punzecchiarsi costante. Negli spogliatoi se lo vide evidenziare, con un semplice gesto che non sapeva neppure cogliere o definire, la struttura pi&amp;ugrave; leggera delle spalle, del collo; l'asciugamano che pareva sempre pericolosamente sul punto di scivolare via. Genzo si ritrov&amp;ograve; ad osservarlo con interesse sempre maggiore, sia negli spogliatoi, sia in campo, dove sembrava sprigionare forza pura, canalizzata solo in parte. Un gioco quasi violento e sempre sul limite mai superato del peggiore dei falli. Si trov&amp;ograve; a pensare che c'erano, in quello stronzetto, mai esplorate ed infinite possibilit&amp;agrave; di crescita, talento sprecato ed energia da vendere che poteva &amp;ndash; doveva! &amp;ndash; essere usata meglio. Lo vedeva quasi volare sul campo, rapido come una scheggia e con il pallone sempre attaccato ai piedi. Le gambe lunghe e muscolose, come schivava gli avversari troppo grossi rispetto a lui, il modo di caricare uno dei suoi micidiali tiri. Perdeva sempre il filo dei suoi pensieri nel guardarlo, riconcentrandosi solo quando doveva tuffarsi per parare una delle sue cannonate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Kojiro sghignazzava alle spalle del portiere, sentendone lo sguardo sempre pi&amp;ugrave; spesso, ora anche sul campo, anche nelle partite; vederlo attratto dal proprio corpo gli dava una sensazione di potere ed euforia, quasi d'appagamento. E Genzo si diede dell'idiota, quando vide il sorriso di scherno riflesso sullo specchio: lo vide, e seppe d'essere precipitato a pi&amp;egrave; pari nella trappola; vide che erano rimasti soli e vide le sue labbra piegarsi in un sorriso di auto compiacimento da gatto che gioca col topo. Fregato! Beccato! Messo in trappola da... da... da Hyuga! &lt;em&gt;Che stronzo! E come sono stato idiota!&lt;/em&gt;&lt;br /&gt; Sent&amp;igrave; il rossore che dal collo gli saliva fino alle guance e sper&amp;ograve; che l'altro non dicesse niente, accontentandosi di quella vittoria. &amp;ldquo;Siamo in imbarazzo, Wakabayashi? Presi con le mani nel sacco, eh? Devi forse dirmi qualcosa?&amp;rdquo; il ghigno di scherno che lo contraddistingueva bello stampato in faccia. Ed in quel momento, anche se non ne era cosciente, Genzo cap&amp;igrave; perfettamente come si sentiva Kojiro quando lo sfottevano per come si vestiva o per tutte le cose che non aveva. Un nodo allo stomaco che si traduceva in una rabbia cieca e accecante, fuoco liquido nelle vene. Quello sguardo, quel sorriso, quel tono furono come un pugno nello stomaco.&lt;br /&gt;Senza neppure esserne consapevole, si alz&amp;ograve; dalla panca su cui era seduto e in un niente fu sull'altro, schiacciandolo al muro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Kojiro lo vide perdere la pazienza, lo vide alzarsi e non si mosse di un millimetro, pur sapendo che gli si stava precipitando addosso; si sent&amp;igrave; schiacciare contro il muro e sent&amp;igrave; le mani stringersi sui polsi, strappandogli un sospiro di dolore e un guizzo di vittoria nello sguardo. Seppe anche con chiarezza quale sarebbe stata la mossa successiva, sentendo il respiro rabbioso dell'altro, vedendone gli occhi scuri fissi nei suoi e l'espressione di furore: le labbra socchiuse si tesero in un sorriso, mentre chiudeva i millimetri che ancora c'erano fra di loro. La seconda cosa che seppe, fu che uno dei polsi veniva lasciato andare e che una mano forte lo afferrava per i capelli e lo costringeva a tenere la testa all'indietro, strappandogli un gemito di dolore e fastidio, subito soffocato dalla bocca del compagno che, quasi con violenza, si impadron&amp;igrave; della sua. Si scopr&amp;igrave; eccitato come mai prima di allora, il cuore a mille, il sangue che gli rimbombava nelle orecchie e l'eccitazione dell'altro premuta contro la sua, i corpi divisi solo dai boxer, la mano libera a spaziare sulla schiena del portiere. Non avrebbe mai immaginato che il suo primo bacio potesse essere cos&amp;igrave; intenso, la situazione cos&amp;igrave; totalizzante. Poco dopo, per&amp;ograve;, la stretta di Genzo si fece troppo forte, troppo violenta, il dolore superava decisamente il piacere: gli sembrava quasi che migliaia di aghi gli si conficcassero nella nuca, che il polso gli stesse per andare in frantumi. Cerc&amp;ograve; di allontanarlo da s&amp;eacute;, di fargli capire che non andava bene, ma non serv&amp;igrave; a nulla; in preda a qualcosa di pericolosamente vicino al panico, gli artigli&amp;ograve; la schiena.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Genzo sent&amp;igrave; delle unghie aguzze graffiargli il dorso e il dolore gli schiar&amp;igrave; la mente da quello strano mix di rabbia ed eccitazione che la annebbiava. Si accorse di star stringendo troppo il polso di Hyuga e che gli stava quasi strappando i capelli; si stacc&amp;ograve; spaventato e sent&amp;igrave; uscire dalle labbra di questi un gemito di dolore e frustrazione. Lo vide scivolare lungo il muro fino a sedersi, massaggiandosi il polso dolorante. &amp;ldquo;Ancora un po' e lo rompevi &amp;ndash; il tono stizzito &amp;ndash; ma sei scemo?!&amp;rdquo;&lt;br /&gt;Per un istante gli mancarono le parole, non sapeva cosa dire. &amp;ldquo;Scusa. Non so cosa mi &amp;egrave; preso. Non volevo farti male. Non volevo neppure ba-&amp;rdquo; &amp;ldquo;ZITTO! Non dirlo neppure per scherzo!&amp;rdquo; il fastidio e la rabbia trasparivano da quella semplice frase. Rimasero a guardarsi silenziosi. &amp;ldquo;Ti rester&amp;agrave; il segno sul polso.&amp;rdquo; &amp;ldquo;Se vuoi ti do un pugno per giustificare. Oppure potrei dire la verit&amp;agrave; &amp;ndash; un sorriso ferino si dipinse sul viso di Kojiro &amp;ndash; 'Wakabayashi mi ha preso, sbattuto contro un muro e mi ha fatto capire quanto gli piacciono gli uomini'. Che ne dici?&amp;rdquo; &lt;br /&gt; &amp;ldquo;Che non lo faresti mai. Parlo dell'ultima parte. Sarai anche uno stronzo, ma non credo che riveleresti qualcosa.&amp;rdquo; gli risposte Genzo, voltandogli le spalle. Gli occhi di Kojiro si spalancarono alla vista della schiena dell'altro. &amp;ldquo;Wakabayashi? Hai sangue sulla schiena.&amp;rdquo; &lt;br /&gt; &amp;ldquo;COSA?!&amp;rdquo; un urlo e il ragazzo si controll&amp;ograve; in uno specchio &amp;ldquo;Oh, merda...&amp;rdquo;&lt;br /&gt;Una decina di minuti dopo, un Mikami preoccupato di non vederli ritornare si affacci&amp;ograve; alla porta degli spogliatoi, trovandoli con delle espressioni imbarazzatissime e seduti su una panca, Hyuga con il polso fasciato intento a passare del disinfettante sulla schiena di Genzo. La spiegazione che questi diede fu quanto meno ridicola e confusa, sicuramente una menzogna colossale. L'allenatore prefer&amp;igrave; non indagare ulteriormente, visto che comunque i due non si stavano pi&amp;ugrave; scannando e parevano aver riposto le armi. Si era perso tutto, tranne la solita maschera di scuse sbilenche e silenzi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I due giorni successivi furono un intreccio di assenza di bagarre e di sfuggire di sguardi, al punto che se in una stanza c'era l'uno, l'altro magicamente spariva. La squadra si spavent&amp;ograve;, tanto erano abituati al continuo battibeccare fra i due. Per non parlare poi dei gemiti che sfuggivano al portiere quando gli si dava una pacca sulle spalle, e della fasciatura sul polso del capo cannoniere. Ma il peggio, il peggio era avere il sospetto, il dubbio insinuante che quei due arrossissero, se capitava che i loro sguardi si incrociassero. Di sicuro apparivano delle espressioni imbarazzate e colpevoli. No, non era decisamente una situazione di ordinaria amministrazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Kojiro era prossimo all'esplosione: quei baci avevano risvegliato definitivamente i suoi ormoni; se distoglieva lo sguardo e lo evitava, era solo e soltanto per non afferrarlo e sbatterselo l&amp;igrave; seduta stante, e fare cos&amp;igrave; il coming-out pi&amp;ugrave; spettacolare e clamoroso della storia. Se solo fossero stati di nuovo soli...&lt;br /&gt;Anche Genzo era imbarazzato, soprattutto perch&amp;eacute; non aveva mai avuto idea di &lt;em&gt;quanto&lt;/em&gt; gli piacesse quello che, nella sua mente, continuava a chiamare straccione borioso. Peggio ancora! I suoi sogni stavano diventando ogni giorno pi&amp;ugrave; espliciti e spinti, al punto che negli spogliatoi doveva farsi violenza per non prendere Hyuga e scoparselo in una delle docce. &lt;em&gt;Per&amp;ograve;, non sarebbe una cattiva idea...&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una settimana dopo i graffi sulla schiena quasi non si vedevano pi&amp;ugrave; mentre il livido sul polso aveva quasi smesso di fare male. Pareva quasi che le cose fossero tornate normali. Gli altri, per&amp;ograve;, non si sentivano cos&amp;igrave; tranquilli e temevano che la tempesta sarebbe scoppiata a breve. Avevano ragione, ma si sbagliavano sul genere di tempesta che si sarebbe abbattuta. Genzo, infatti, era stufo di aspettare e decise che questa volta l'iniziativa sarebbe stata sua; non sapeva bene come fare, ma voleva riavvicinarsi a Kojiro, baciarlo di nuovo e, chiss&amp;agrave;, magari fare anche qualcos'altro, come toccarlo per bene e sentire se il sapore della pelle corrispondeva al suo profumo e magari non usare violenza, cosicch&amp;eacute;, se mai le cose fossero andate bene e ci fosse stata una prossima volta, l'altro non si sarebbe rifiutato. Lo raggiunse dunque nel parco in cui si allenava di solito, rimanendo fermo ad osservare quelle gambe muscolose e lo scatto per tirare, i muscoli tesi, il respiro e il sudore che scivolava lungo la tempia. Stanco, Kojiro si sedette a terra, poi si volt&amp;ograve; verso Genzo; lo vide accanto a un albero, la mano sul tronco e lo sguardo fisso su di lui. Lo vide avvicinarsi e sederglisi accanto.&lt;br /&gt;Era tutto... strano: non sapevano cosa dire o fare, restavano immobili a guardarsi, poi Hyuga decise di mandare a fanculo ogni remora o imbarazzo e seguire l'istinto, e l'istinto gli diceva di mettergli le mani addosso, e non per fargli del male.&lt;em&gt; O non solo del male, ecco... &lt;/em&gt;&lt;br /&gt; Tese il braccio verso il portiere e, messagli una mano sulla nuca, lo attir&amp;ograve; a s&amp;eacute;. &lt;em&gt;Dio, fallo restare! &lt;/em&gt;&lt;br /&gt; Sent&amp;igrave; una mano scivolargli fra i capelli e le labbra sulle sue. &lt;br /&gt; E dopo poco si sentirono come due perfetti idioti, a starsene cos&amp;igrave; appiccicati senza fare niente, visto com'era stato il bacio negli spogliatoi. Ed una mano scivol&amp;ograve; lungo una schiena, mentre un'altra si avventurava sul collo dell'altro. E poi decisero che, forse, era meglio riprovare come la prima volta: le labbra si socchiusero, si avventurarono, baciarono e diedero lievi morsi e lasciarono le mani libere di muoversi e spaziare. Quando si separarono erano accaldati e con gli occhi brillanti, si sentivano quasi come ubriachi, col sangue che pulsava come un tamburo nelle loro vene. E poi i loro ormoni da quindicenni presero il controllo, e divennero un groviglio di braccia e gambe, e dita che toccavano, sentivano, graffiavano e labbra che baciavano ovunque. Kojiro si trov&amp;ograve; disteso con l'erba che gli pungeva la schiena nuda, Genzo su di lui e paia di mani infilate nei pantaloni di entrambi per toccare quanta pi&amp;ugrave; pelle possibile, per tenere i bacini attaccati. Gli baciava il viso, il collo come se non ci fosse un domani, lievi morsi sulla clavicola e gemiti soffocati di piacere e passione. Il portiere sussult&amp;ograve; appena quando una mano non troppo timida si avventur&amp;ograve; oltre e lo accarezz&amp;ograve; come solo lui stesso in privato aveva fatto, poi il pensiero di dove erano lo fece entrare in panico e la ferm&amp;ograve;. Kojiro, che aveva smesso da un pezzo di pensare e lasciava che fossero l'istinto e il desiderio a muoverlo, si ritrov&amp;ograve; bloccato e riportato con uno scossone alla realt&amp;agrave; circostante, gli occhi di Genzo fissi nei suoi.&lt;br /&gt; &amp;quot;Forse &amp;egrave; meglio non... approfondire in un parco pubblico, Hyuga.&amp;quot; Questi, realizzando dove aveva la mano, si sent&amp;igrave; il viso in fiamme e la ritrasse di scatto.&lt;br /&gt; &amp;quot;Oh cazzo, fammi rivestire...&amp;quot; disse, volgendogli le spalle di corsa e cercando la maglietta, finita chiss&amp;agrave; come appallottolata l&amp;igrave; accanto, l'eccitazione completamente svanita. E poi sent&amp;igrave; una mano infilarsi nei capelli.&lt;br /&gt; &amp;quot;Erba.&amp;quot;&lt;br /&gt; &amp;quot;Oh.&amp;quot;&lt;br /&gt; E stare in silenzio, senza sapere di preciso che fare, con un vento leggero che scuoteva le foglie.&lt;br /&gt; Genzo si arrovellava di nuovo per sapere cosa dire o cosa fare, dato che si trovava catapultato in una situazione nuovissima. Si schiar&amp;igrave; la gola e fece per dire qualcosa, ma vedere Kojiro che distoglieva lo sguardo dal cielo e lo puntava su di lui lo blocc&amp;ograve;.&lt;br /&gt; &amp;quot;C'&amp;egrave; qualcosa da dire?&amp;quot;&lt;br /&gt; Wakabayashi si sent&amp;igrave; preso in contropiede, e rispose solo dopo qualche secondo.&lt;br /&gt; &amp;quot;No, forse no.&amp;quot;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non era una storia d'amore.&lt;br /&gt; Era una storia fatta di alchimie irresistibili, di momenti rubati negli spogliatoi, mentre continuavano a punzecchiarsi in ogni occasione. Una storia senza n&amp;eacute; capo, n&amp;eacute; coda, destinata a interrompersi o a continuare all'infinito, chiss&amp;agrave;.&lt;br /&gt; E se il campionato a Parigi fin&amp;igrave; con loro che si bloccavano nel parco pubblico, quello successivo vide realizzarsi i loro peggiori timori: venire scoperti. &lt;br /&gt; Hyuga se l'era sempre sentito di non essere particolarmente fortunato, ma Wakabayashi era certo che la buona sorte lo baciasse e l'adorasse.&lt;br /&gt; Ma forse si era stufata di favorirlo negli spogliatoi, nei corridoi vuoti e un po' dove capitava.&lt;br /&gt; Era andato tutto benissimo.&lt;br /&gt; Avevano vinto la partita ed erano tornati euforici.&lt;br /&gt; Dal primo all'ultimo.&lt;br /&gt; E nell'ascensore dell'albergo Genzo si era lasciato trascinare dall'euforia di cui sopra, bloccando Kojiro contro la parete, baciandolo come aspettava da ore di fare, tenendogli quei polsi che non capiva perch&amp;eacute;, ma gli piacevano da impazzire, bloccando tutte le sue proteste, anche se erano legittimissime.&lt;br /&gt; Ma l'attaccante lo sapeva. Anzi, per l'esattezza, &lt;em&gt;Sapeva&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt; Se lo sentiva sotto la pelle, nel sangue, in parallelo all'intossicazione che gli causava il portiere. Lui era la tigre, e non solo per il carattere che si ritrovava e per la delicatezza nello sterminare l'avversario, ma anche perch&amp;eacute; &lt;em&gt;era&lt;/em&gt; una belva. Non sapeva concepire una vita senza l'istinto, e questi gli diceva di stare attento e che non era il caso di fare quello che stavano facendo in ascensore. Non era il caso di lasciarsi bloccare alla parete in quella posizione &lt;em&gt;cos&amp;igrave;&lt;/em&gt; vulnerabile.&lt;br /&gt; &amp;quot;Genzo, non qui, non &amp;egrave; il caso!&amp;quot; e nella sua voce si percepiva fastidio misto a piacere.&lt;br /&gt; &amp;quot;Ma dai, &amp;egrave; cos&amp;igrave; alternativo!&amp;quot; la voce roca ed elettrizzante, con un pizzico di ironia.&lt;br /&gt; &amp;quot;Alternativo un cazzo, lo fanno tutti!&amp;quot; e il fastidio che si faceva pi&amp;ugrave; forte, soprattutto per il succitato pizzico d'ironia.&lt;br /&gt; &amp;quot;Oh, e dai... solo un bacio...&amp;quot;&lt;br /&gt; &amp;quot;Genzo, non vale baciarmi cos&amp;igrave;... e... mmhhh... &amp;ndash; le parole soffocate da un bacio &amp;ndash; lasciami le mani.&amp;quot;&lt;br /&gt; &amp;quot;Scordatelo!&amp;quot;&lt;br /&gt; &amp;quot;Genzo entra qualcuno, ne sono cer-&amp;quot; Come sempre, l'istinto di Kojiro ne sapeva una pi&amp;ugrave; della sicurezza di Genzo.&lt;br /&gt; Quel giorno fu uno dei pi&amp;ugrave; importanti della loro vita, marcando l'inizio di quella che poteva a ben vedere essere definita una vera e propria relazione.&lt;br /&gt; Perch&amp;eacute;, se Hyuga dovette ingoiare il pi&amp;ugrave; amaro dei bocconi, venendo trovato spiaccicato e vulnerabile contro una parete, Wakabayashi disse la pi&amp;ugrave; abominevole delle cose: per pararsi le spalle davanti a tutti afferm&amp;ograve; che era solo in astinenza da donne e aveva preso il primo che ci stava. Kojiro si sent&amp;igrave; invadere da una furia cieca, un velo rosso davanti agli occhi e il desiderio di farlo a pezzi a mani nude, motivo per cui lo sollev&amp;ograve; di peso, gli moll&amp;ograve; un cazzotto nello stomaco e una ginocchiata epica nei testicoli&lt;a href="#_edn1" title="_ednref1" name="_ednref1"&gt;[i]&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt; Una volta ripresosi dal dolore atroce e lancinante, il portiere si rese conto che forse aveva esagerato con le parole, e che non avrebbe mai dovuto paragonare l'amante a una donna o a una scelta di ripiego. Non era corretto, non lo era, cos&amp;igrave; quando riusc&amp;igrave; a camminare in grazia di Dio - e quando ritenne che la tigre aveva avuto abbastanza tempo per rilassarsi - si rec&amp;ograve; nella sua stanza, cercando d'ammansirlo prima con calma e scuse varie ed eventuali, poi perdendo a poco a poco la tranquillit&amp;agrave;.&lt;br /&gt; Perch&amp;eacute; si rese conto che Kojiro voleva dire qualcosa, per lui. Non era solo qualcuno con cui appartarsi, al quale aveva dato il suo primo bacio o con cui aveva fatto l'amore la prima volta&lt;a href="#_edn2" title="_ednref2" name="_ednref2"&gt;[ii]&lt;/a&gt;. Era una droga della quale non sapeva e non &lt;em&gt;voleva&lt;/em&gt; fare a meno. Quando l'altro, preso per sfinimento, lo fece entrare in camera per non perdere ulteriormente la faccia davanti alla squadra, Genzo rimase senza parole perch&amp;eacute; vide il ghiaccio in quegli occhi di solito cos&amp;igrave; ardenti. Kojiro gli intim&amp;ograve; gelidamente di smetterla di dire stronzate e tutto quello che gli usc&amp;igrave; di bocca fu uno &amp;quot;Scusami...&amp;quot; sussurrato. Gli volse le spalle e fece per andarsene, poi cambi&amp;ograve; idea, come se corresse il rischio di perdere tutto, si gir&amp;ograve; nuovamente e fiss&amp;ograve; lo sguardo sull'ampia schiena, la prima cosa che l'aveva attirato. Lo vide guardare fuori, la posa tesa e nervosa. Con un sospiro lo abbracci&amp;ograve;, sussurrandogli nuovamente le sue scuse e a poco a poco lo sent&amp;igrave; rilassarsi fra le sue braccia. Ed in quel momento le alchimie cambiarono e divent&amp;ograve; qualcosa di diverso, qualcosa di simile all'amore, qualcosa come un riconoscimento del bisogno di stare insieme. Hyuga non si volt&amp;ograve;, gli sfior&amp;ograve; solo le braccia mentre percepiva che Genzo iniziava a risentire della vicinanza del suo corpo, cos&amp;igrave; appoggi&amp;ograve; la testa sulla spalla, sussurrandogli all'orecchio che avrebbe scontato ogni parola, ogni gesto. Avrebbe scontato gli sfott&amp;ograve; che avrebbero ricevuto dal resto della squadra e la tortura che avrebbe subito per mano di Mikami e Gamo.&lt;br /&gt; Subito dopo aver finito, morse il lobo dell'orecchio, facendo gemere lievemente Genzo, e si volt&amp;ograve;.&lt;br /&gt; Allontan&amp;ograve; l'amante e lo spinse sul letto.&lt;br /&gt; &amp;quot;Spogliati.&amp;quot;&lt;br /&gt; Il portiere lo guardava dal basso, intimorito dalla luce feroce che vedeva risplendere negli suoi occhi. Un sorriso ferino piegava le labbra, quasi di scherno, mentre si toglieva la maglia con un gesto fluido e si sedeva accanto a lui.&lt;br /&gt; &amp;quot;Stavolta tocca a me guidare il gioco, e vediamo se &lt;em&gt;tu&lt;/em&gt; sarai calmo, sicuro e rilassato...&amp;quot;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;  &lt;h1&gt;# Fine #&lt;/h1&gt;   &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;   &lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;     &lt;a href="#_ednref1" title="_edn1" name="_edn1"&gt;[i]&lt;/a&gt; Lo stesso episodio viene raccontato in Violator Track #04 Halo&lt;br /&gt;    &lt;a href="#_ednref2" title="_edn2" name="_edn2"&gt;[ii]&lt;/a&gt; Violator Track #03 Personal Jesus.&lt;a name='cutid1-end'&gt;&lt;/a&gt;</content>
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    <title>Violator - Track #06: Enjoy the Silence</title>
    <published>2008-08-30T23:08:34Z</published>
    <updated>2008-08-30T23:08:34Z</updated>
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    <content type="html">&lt;b&gt;Titolo:&lt;/b&gt; Violator #6: Enjoy the Silence&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Fandom:&lt;/b&gt; Captain Tsubasa&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Personaggi: &lt;/b&gt;Mamoru Izawa, Yuzo Morisaki&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Rating:&lt;/b&gt; Giallo&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Riassunto:&lt;/b&gt; &lt;em&gt;I giuramenti sono fatti per essere infranti. Le emozioni sono intense, le parole insignificanti. I piaceri rimangono, cos&amp;igrave; fa il dolore. Le parole sono senza senso e dimenticabili. (Depeche Mode - Enjoy The Silence)&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Note:&lt;/b&gt; Shonen ai. Appartiene ad una serie chiamata &lt;strong&gt;&amp;quot;Love &amp;amp; Life&amp;quot;&lt;/strong&gt; in cui vengono raccolti svariati momenti (seri e bakati!&amp;nbsp;XD) di vita quotidiana dei due protagonisti.&amp;nbsp; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="cutid1"&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size: 100%;"&gt;&lt;h2&gt;&lt;p align="center"&gt;VIOLATOR #6: Enjoy the silence&lt;/p&gt;&lt;/h2&gt; &lt;p align="right"&gt;&lt;em&gt;Vows are spoken&lt;br /&gt; To be broken&lt;br /&gt; Feelings are intense&lt;br /&gt; Words are trivial&lt;br /&gt; Pleasures remain&lt;br /&gt; So does the pain&lt;br /&gt; Words are meaningless&lt;br /&gt; And forgettable&lt;/em&gt;&lt;br /&gt; &lt;em&gt; &lt;/em&gt;&lt;br /&gt; &lt;strong&gt;Depeche Mode&lt;/strong&gt;&lt;em&gt; &amp;ndash; Enjoy the silence&lt;/em&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="left"&gt;&amp;ldquo;Entra e chiudi la porta, non ho molto tempo.&amp;rdquo;&lt;br /&gt;  &lt;br /&gt; &lt;em&gt;E&amp;rsquo; finita.&lt;br /&gt; L&amp;rsquo;ho capito appena ho varcato la soglia, dal tono che hai usato, dalla fredda accoglienza che mi ha riservato questa casa.&lt;br /&gt; Le pareti, gli oggetti, ogni cosa mi ha guardato come fossi stato un estraneo, una presenza non gradita, eppure, conosco questo posto come le mie tasche. Quanti momenti abbiamo vissuto, tra queste quattro mura? Quante parole esse hanno ascoltato, carpito. Quanti sussurri, sospiri&amp;hellip; quante risate&amp;hellip;&lt;br /&gt; Ma ora mi sento fuori posto anche solo a dover respirare.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="left"&gt;L&amp;rsquo;interpellato obbed&amp;igrave; lentamente, socchiudendo l&amp;rsquo;uscio alle sue spalle, senza dire una parola. Poi avanz&amp;ograve; di qualche passo, portandosi pi&amp;ugrave; vicino al suo interlocutore.&lt;br /&gt;  &lt;br /&gt; &lt;em&gt;Lo so che &amp;egrave; stata colpa mia, che sono stato io ad aver sbagliato. Mentre tu, nonostante tutto, sei stato al mio fianco in ogni momento.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt; &lt;em&gt;Credevo forse che saresti rimasto per sempre, anche a queste condizioni? &lt;/em&gt;&lt;br /&gt; &lt;em&gt;Forse s&amp;igrave;, dopo sette anni mi ero illuso che questo avrebb&lt;/em&gt;e &lt;em&gt;potuto essere possibile. Ma sono stato egoista anche solo ad averlo pensato.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt; &lt;em&gt;Ehi&amp;hellip; sette anni, Yuzo, l&amp;rsquo;avresti mai detto? La relazione pi&amp;ugrave; lunga che io abbia mai avuto. L&amp;rsquo;unica in cui abbia creduto sul serio, dal primo istante&amp;hellip; da quel primo bacio scambiato sul molo, alla prima volta che ti ho &amp;lsquo;avuto&amp;rsquo; davvero.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt; &lt;em&gt;A ripensarci ora&amp;hellip; a guardarci ora&amp;hellip; sembra sia passata un&amp;rsquo;eternit&amp;agrave;, e ormai non siamo pi&amp;ugrave; ragazzini alle prime armi.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt; &lt;em&gt;Ma vorrei che tu mi perdonassi per tutte le volte che ho preteso la tua presenza, quando ne avevo bisogno, senza mai ringraziarti; per aver smesso di parlarti davvero e non &lt;/em&gt;&lt;em&gt;solo per sputarti contro il mio veleno&amp;hellip; te lo giuro, non avrei mai voluto prendermela con te e scaricarti addosso la mia frustrazione per la retrocessione dei Marinos in J2. Ma ero cos&amp;igrave; deluso ed amareggiato, da non accorgermi di stare lentamente perdendo anche te, con il mio comportamento.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt; &lt;em&gt;Ed ora &amp;egrave; troppo tardi per poter tornare indietro&amp;hellip; vero? Perch&amp;eacute; so che non basterebbero milioni di &amp;lsquo;scusami&amp;rsquo; per ricucire lo strappo, per dare un nuovo senso alle promesse fatte durante questo altalenante percorso in cui siamo stati felici, mentre gli altri non si accorgevano di nulla. &lt;/em&gt;&lt;br /&gt; &lt;em&gt;Non basterebbero tutte le parole del mondo&amp;hellip; perch&amp;eacute; ti ho lentamente chiuso fuori da quello che avevamo segretamente costruito insieme, e questo non potrai mai perdonarmelo, come io non posso pretendere che tu lo faccia; sono gi&amp;agrave; stato abbastanza ingiusto con te.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;   &lt;em&gt; &lt;/em&gt;&lt;br /&gt; Dalla finestra, aperta per met&amp;agrave;, filtrava l&amp;rsquo;assordante canto delle cicale che si beavano felici, in quel pomeriggio di luglio, senza il minimo riguardo per chi avrebbe voluto stroncare il loro frinire e restare in silenzio. Un'auto sfrecci&amp;ograve; lungo la strada, con l'autoradio a tutto volume, per poi allontanarsi, portando con s&amp;eacute; anche la sua fastidiosissima musica. Le cicale, invece, continuarono imperterrite ed irrispettose. &lt;br /&gt; Yuzo era in piedi presso l&amp;rsquo;apertura, le braccia conserte e lo sguardo fisso sul vetro della met&amp;agrave; chiusa. Per quanto non si fosse mosso nemmeno di un millimetro all&amp;rsquo;ingresso di Mamoru, ne seguiva ogni singolo movimento dal riflesso, senza modificare la sua seria espressione.&lt;br /&gt;   Aspettava che l&amp;rsquo;altro se ne accorgesse, che &lt;em&gt;le&lt;/em&gt; vedesse, l&amp;igrave;, poco distanti, compostamente abbandonate sul pavimento.&lt;br /&gt; Non ci volle molto, Mamoru le inquadr&amp;ograve; con la coda dell&amp;rsquo;occhio. Ma nemmeno quelle valigie furono sufficienti a sciogliere il rebus che si celava dietro la criptica espressione che, nell&amp;rsquo;ultimo anno, sembrava essersi impadronita del viso del difensore. Quest&amp;rsquo;ultimo era sempre stato bravo a mascherare i propri sentimenti, anche se non con lui, poi le cose erano irrimediabilmente precipitate &amp;hellip; fino a che nemmeno Yuzo era pi&amp;ugrave; stato in grado di leggergli dentro, poich&amp;eacute; Mamoru non gliel&amp;rsquo;aveva permesso.&lt;br /&gt;  &lt;br /&gt; &lt;em&gt;Te ne stai andando?&lt;/em&gt;&lt;br /&gt; &lt;em&gt;Eppure dovrebbe esserci il ritiro estivo, &amp;egrave; strano che tu stia gi&amp;agrave; tornando a Nankatsu&amp;hellip;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt; &lt;em&gt; &lt;/em&gt;&lt;br /&gt; Ma il biglietto aereo, che era adagiato sul tavolo, sembr&amp;ograve; indicare una diversa destinazione. &lt;br /&gt; Questa volta, lo sguardo del difensore ebbe un guizzo. Giusto un attimo, il tempo di un battito di ciglia. Poi ritorn&amp;ograve; imperturbabile.&lt;br /&gt;  &lt;br /&gt; &lt;em&gt;&amp;hellip;forse non &amp;egrave; l&amp;igrave; che sei diretto&amp;hellip;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt; &lt;em&gt; &lt;/em&gt;&lt;br /&gt; &amp;ldquo;Sei in partenza?&amp;rdquo; domand&amp;ograve; in tono piatto, uniformemente neutro. &lt;br /&gt; &amp;ldquo;S&amp;igrave;. Stavo pensando di accettare quell&amp;rsquo;offerta dell&amp;rsquo;&lt;em&gt;Olympiaka2;s&lt;/em&gt;; vado a perlustrare il luogo. Ho l&amp;rsquo;aereo tra due ore.&amp;rdquo;&lt;br /&gt;  &lt;br /&gt; &lt;em&gt;Dio. &lt;/em&gt;&lt;br /&gt; &lt;em&gt;In Grecia. &lt;/em&gt;&lt;br /&gt; &lt;em&gt;Cos&amp;igrave; lontano? Perch&amp;eacute;? Mi odi a tal punto da voler addirittura cambiare continente? Quanto male ti ho fatto per farti prendere una simile decisione?&lt;/em&gt;&lt;br /&gt; &lt;em&gt; &lt;/em&gt;&lt;br /&gt; &amp;ldquo;Non me ne avevi mai parlato&amp;hellip;&amp;rdquo;&lt;br /&gt; &amp;ldquo;S&amp;igrave;, invece.&amp;rdquo; Sospir&amp;ograve; Yuzo &amp;ldquo;Ma &amp;egrave; ormai da parecchio tempo che hai smesso di ascoltarmi&amp;hellip;&amp;rdquo;&lt;br /&gt; Mamoru annu&amp;igrave;, continuando a fissare il biglietto sul tavolo. Le mani serrate in pugni, nelle tasche dei jeans, dove l&amp;rsquo;altro non poteva vederle. &amp;ldquo;Ad ogni modo &amp;egrave; un&amp;rsquo;ottima occasione, dovresti accettarla senza nemmeno pensarci&amp;hellip;&amp;rdquo;&lt;br /&gt;  &lt;br /&gt; &lt;em&gt;Con che diritto dovrei impedirti di partire?&lt;/em&gt;&lt;br /&gt; &lt;em&gt;Nessuno.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt; &lt;em&gt;Non dopo tutto quello che ho fatto.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt; &lt;em&gt;Questa &amp;egrave; una scelta importante per te e se &amp;egrave; davvero quello che vuoi, allora, fallo. Parti. Sei libero e non preoccuparti per me.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt; &lt;em&gt;Ti meriti qualcuno migliore del sottoscritto. &amp;Egrave; cos&amp;igrave; che si dice, no? &amp;lsquo;Lui riuscir&amp;agrave; dove io ho fallito&amp;rsquo;, &amp;lsquo;Lui ti far&amp;agrave; felice&amp;rsquo;, ma&amp;hellip; cazzo, nessuno potr&amp;agrave; amarti quanto ti ho amato io! Nessuno! Solo&amp;hellip; solo&amp;hellip; non sono riuscito a dimostrartelo, non come avrei voluto&amp;hellip; ma &amp;egrave; tardi per chiederti &amp;lsquo;l&amp;rsquo;ultima opportunit&amp;agrave;&amp;rsquo; ed abusare ancora della tua pazienza. &lt;/em&gt;&lt;br /&gt; &lt;em&gt;Non ti far&amp;ograve; vedere che sto soffrendo come un cane, quando io ho ignorato la tua di sofferenza.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt; &lt;em&gt;Ma mi far&amp;ograve; da parte, perch&amp;eacute; &amp;egrave; giusto cos&amp;igrave;.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt; &lt;em&gt; &lt;/em&gt;&lt;br /&gt; Mamoru abbozz&amp;ograve; una smorfia, cercando di camuffare il suo sorriso rassegnato, volgendogli le spalle &amp;ldquo;&amp;hellip;e se ti stai preoccupando per me, non farlo. Non ne hai motivo. &amp;Egrave; la tua vita, ed io non ho voce in capitolo.&amp;rdquo; Gli disse, muovendosi in direzione della porta. Stava scappando, come il codardo che era, ma restare in quel luogo, dove i ricordi cadevano a valanga su di lui, stava divenendo un&amp;rsquo;impresa titanica.&lt;br /&gt; &amp;ldquo;Non mi chiedi nemmeno di rimanere?&amp;rdquo; Yuzo distolse lo sguardo dal vetro per osservare la sua schiena, sulla quale i capelli scuri riposavano quieti, e la voce trad&amp;igrave; un certo tremore.&lt;br /&gt; L'altro si ferm&amp;ograve;, con la mano a mezz&amp;rsquo;aria, gi&amp;agrave; pronta ad afferrare la maniglia. &lt;br /&gt;  &lt;br /&gt; &lt;em&gt;Ancora uno sforzo. Uno solo. Un&amp;rsquo;ultima parola.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt; &lt;em&gt;Posso farcela. &lt;/em&gt;&lt;br /&gt; &lt;em&gt;Va bene cos&amp;igrave;.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt; &lt;em&gt;Va.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt; &lt;em&gt;Bene.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt; &lt;em&gt;Cos&amp;igrave;.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;  &lt;br /&gt; &amp;ldquo;Perch&amp;eacute; dovrei? Non sarebbe giusto. Voglio che tu ti senta libero di fare la scelta che pi&amp;ugrave; reputi opportuna.&amp;rdquo; Un rumore improvviso e passi rapidi alle sue spalle lo fecero voltare, per ritrovarsi stretto, con forza, in un abbraccio inaspettato.&lt;br /&gt; &amp;ldquo;Fermami.&amp;rdquo; Gli mormor&amp;ograve; il portiere con il viso nascosto nell&amp;rsquo;incavo del suo collo &amp;ldquo;Fermami, ti prego&amp;hellip; non posso credere di non contare pi&amp;ugrave; niente per te&amp;hellip; dimmi che non &amp;egrave; cos&amp;igrave;&amp;hellip;&amp;rdquo; e tremava, dalla disperazione, dalla rabbia, in un modo che Mamoru non gli aveva mai visto fare e che riusc&amp;igrave; a spiazzarlo &amp;ldquo;&amp;hellip;come hanno fatto gli eventi a cambiarci in questo modo? E perch&amp;eacute; gliel&amp;rsquo;abbiamo permesso? Forse&amp;hellip; forse &amp;egrave; stata colpa mia&amp;hellip; avrei dovuto&amp;hellip; avrei&amp;hellip;&amp;rdquo;&lt;br /&gt; Il difensore ricambi&amp;ograve; la stretta con dolcezza &amp;ldquo;Ehi&amp;hellip; ehi&amp;hellip; &lt;em&gt;shhh&amp;hellip;&lt;/em&gt;&amp;rdquo; carezzandogli la schiena &amp;ldquo;&amp;hellip;non piangere cos&amp;igrave;&amp;hellip; ti prego&amp;hellip; va tutto bene&amp;hellip;&amp;rdquo;&lt;br /&gt;  &lt;br /&gt; &lt;em&gt;&amp;Egrave; la prima volta che piangi a causa mia&amp;hellip; e non avrei mai voluto che questo accadesse.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt; &lt;em&gt;Eppure&amp;hellip; nonostante tutto, sono ancora cos&amp;igrave; importante per te? Non mi detesti con tutto te stesso per averti trattato male, escluso, ignorato?...&lt;/em&gt;&lt;br /&gt; &lt;em&gt; &lt;/em&gt;&lt;br /&gt; &amp;ldquo;&amp;hellip;ti amo&amp;hellip;&amp;rdquo; si sent&amp;igrave; dire tra le lacrime, mentre il suo cuore prese a battere pi&amp;ugrave; velocemente al suono di quelle due semplici parole. Le labbra si distesero in un sorriso carico di affetto.&lt;br /&gt; &amp;ldquo;Guardami, Yuzo.&amp;rdquo; Rispose piano, per poi costringerlo ad incontrare i suoi occhi, prendendogli il viso tra le mani. Scrut&amp;ograve; per un momento le iridi scure, arrossate dal pianto che lentamente scivolava lungo le guance &amp;ldquo;Ascoltami&amp;hellip;&amp;rdquo; continu&amp;ograve; &amp;ldquo;&amp;hellip;io ho sbagliato, con te, in questo periodo&amp;hellip; ho sbagliato tanto e non posso&amp;hellip; pretendere di tenerti ancorato qui. Vorrei solo che tu possa stare bene, indipendentemente da me, quindi&amp;hellip; dimmi cosa desideri&amp;hellip;&amp;rdquo;&lt;br /&gt; &amp;ldquo;Te!&amp;rdquo; si sent&amp;igrave; rispondere con decisione &amp;ldquo;Tutto quello che ho sempre voluto, tutto ci&amp;ograve; di cui ho sempre avuto bisogno &amp;egrave; qui&amp;hellip; tra le mie braccia&amp;hellip; il resto &amp;egrave; irrilevante! Non mi importa dell&amp;rsquo;&lt;em&gt;Olympiaka2;s&lt;/em&gt;, non mi importa della &lt;em&gt;Shimizu&lt;/em&gt;, non mi importa del mondo intero! Quello che voglio io &amp;egrave; stare con te!&amp;rdquo;&lt;br /&gt; Mamoru rimase a fissarlo in silenzio per qualche secondo, valutando attentamente le sue parole e l'intensit&amp;agrave; con cui esse erano state pronunciate, per poi rispondere &amp;ldquo;Vuoi dire&amp;hellip; che sono ancora in tempo per rimed&amp;hellip;&amp;rdquo;&lt;br /&gt; Ma non riusc&amp;igrave; a terminare la frase poich&amp;eacute; Yuzo gli chiuse le labbra con le sue, tenendolo stretto per paura che potesse scivolargli via dalle mani. Un bacio lungo, di quelli dati con cuore ed anima; piacevolmente irruenti per la forza dei sentimenti che vogliono trasmettere. Romanticamente appassionati e cos&amp;igrave; dannatamente sinceri.&lt;br /&gt;  &lt;br /&gt; &lt;em&gt;Da quanto tempo non mi baciavi cos&amp;igrave;?&lt;/em&gt;&lt;br /&gt; &lt;em&gt;Ed io che stavo per perdere tutto questo&amp;hellip; sei innamorato di un idiota, lo sai? E sai, anche, che quest&amp;rsquo;idiota ha un disperato bisogno di te? E di quella forza che custodisci proprio qui, dove tante volte mi sono addormentato, e che ora sta scalpitando impaurito. &lt;/em&gt;&lt;br /&gt; &lt;em&gt;Lascia che io continui a vivere tra i battiti del tuo cuore&amp;hellip;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt; &lt;em&gt; &lt;/em&gt;&lt;br /&gt; Ed interrompere quel contatto gli sembr&amp;ograve; pari ad una punizione, mentre lasci&amp;ograve; che i loro sguardi si incrociassero di nuovo.&lt;br /&gt; Attesa ed esitazione erano i messaggi che i loro occhi stavano comunicando, ma non era pi&amp;ugrave; tempo di avere paura. C&amp;rsquo;era solo una risposta da dare&lt;em&gt;, &lt;/em&gt;che quel bacio esigeva di avere, prima che ogni altra parola divenisse superflua.&lt;br /&gt; Mamoru sorrise &amp;ldquo;Resta con me.&amp;rdquo; Disse piano, prima di cercare nuovamente le sue labbra e rafforzare l&amp;rsquo;abbraccio.&lt;br /&gt; Ed anche se le cicale continuavano a cantare, nella calura estiva, per loro era come se fossero inesistenti. In quel momento non c&amp;rsquo;erano altro che i loro respiri affannati e, tutt&amp;rsquo;intorno, il silenzio.&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;em&gt;&amp;hellip;enjoy the silence&amp;hellip;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt; &lt;em&gt; &lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;h2&gt;&lt;p align="center"&gt;**Fine**&lt;/p&gt;&lt;/h2&gt;&lt;br /&gt; &lt;h2&gt;^Melant&amp;ograve;^&lt;/h2&gt;&lt;/span&gt;&lt;em&gt;Detto ci&amp;ograve;:&lt;strong&gt; CREDITS&lt;/strong&gt;! (perch&amp;eacute; non vorrei che gli &amp;lsquo;gnuranti pensassero che io possa lucrare su &amp;lsquo;sta roba! Maddech&amp;eacute;!)&lt;/em&gt; &lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;em&gt;La canzone, &lt;strong&gt;Enjoy the Silence&lt;/strong&gt;, appartiene ai &lt;strong&gt;Depeche Mode&lt;/strong&gt;, che ne detengono ogni diritto.&lt;/em&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt; &lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;em&gt;I personaggi di &lt;strong&gt;Captain Tsubasa&lt;/strong&gt; appartengono a &lt;strong&gt;Yoichi Takahashi&lt;/strong&gt;, che ne detiene ogni diritto. Se spesso dico &amp;lsquo;i miei pg&amp;rsquo; &amp;egrave; solo in senso AFFETTIVO che esclude qualsiasi rivendicazione di propriet&amp;agrave;, ma, permettete che, dopo sette anni che scrivo di loro, mi senta un po&amp;rsquo; una Mamma-adottiva? Se anche in questo puro et innocente sentimento materno volete trovarci il pelo, allora, vi sputo in un occhio!&lt;/em&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;a name='cutid1-end'&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;</content>
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    <title>Violator - Track #05: Waiting for the night</title>
    <published>2008-08-30T22:59:30Z</published>
    <updated>2008-08-30T22:59:30Z</updated>
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    <content type="html">&lt;b&gt;Titolo:&lt;/b&gt; Violator #5: Waiting for the night&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Fandom:&lt;/b&gt; Captain Tsubasa&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Personaggi:&lt;/b&gt; Mamoru Izawa, Yuzo Morisaki&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Rating:&lt;/b&gt; Giallo&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Riassunto:&lt;/b&gt; &lt;em&gt;...&amp;quot;Era sempre cos&amp;igrave; quando Mamoru gli faceva visita a Shimizu City o quando era lui che si spostava fino a Yokohama City. Era sempre cos&amp;igrave; quando la notte li vedeva insieme, con Mamoru che chiudeva gli occhi e Yuzo che apriva i suoi.&amp;quot;...&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Note:&lt;/b&gt; Shonen-ai, flashfic&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="cutid1"&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size: 100%;"&gt;&lt;h2&gt;&lt;p align="center"&gt;*&lt;/p&gt; &lt;p align="center"&gt;Violator #5: Waiting for the night&lt;/p&gt;&lt;/h2&gt; &lt;p&gt;L&amp;rsquo;occhio si apr&amp;igrave; con la precisione di un orologio svizzero che di lontano si sentiva appena l&amp;rsquo;eco dei primi rintocchi della mezzanotte. Ed era gi&amp;agrave; vigile e attento; abituato all&amp;rsquo;oscurit&amp;agrave; che il suo proprietario aveva tanto atteso.&lt;br /&gt; In simbiosi con la parete con cui sembrava essere un tutt&amp;rsquo;uno, il suo corpo rimaneva nell&amp;rsquo;immobilit&amp;agrave; perfetta, mentre restava disteso su quel letto che, per i tre quarti, era occupato dal suo ospite.&lt;br /&gt; Era sempre cos&amp;igrave; quando Mamoru gli faceva visita a Shimizu City o quando era lui che si spostava fino a Yokohama City. Era sempre cos&amp;igrave; quando la notte li vedeva insieme, con Mamoru che chiudeva gli occhi e Yuzo che apriva i suoi. &lt;br /&gt; Nell&amp;rsquo;oscurit&amp;agrave; silente poteva finalmente guardarlo nel modo che gli altri non avrebbero mai dovuto vedere, che Mamoru non avrebbe mai dovuto scoprire e si sentiva protetto da quella realt&amp;agrave; che lo mostrava diverso da ci&amp;ograve; che realmente era.&lt;br /&gt; Sorrise appena, mentre gli occhi correvano sulla figura del difensore, sopita e prona, quasi accarezzandola, ed i suoi contorni gli apparivano nitidi come fossero illuminati dal Sole. I capelli, sparsi sul cuscino e sul viso come indisciplinati soldati, erano fili di inchiostro emergenti dall&amp;rsquo;ombra.&lt;br /&gt;   Accidenti!  Diventava sempre pi&amp;ugrave; bello!&lt;br /&gt; Con il suo naso perfetto, le labbra appena schiuse e l&amp;rsquo;espressione di profondo riposo; innocente, quello che da sveglio non avrebbe mai potuto essere.&lt;br /&gt; Poi, Yuzo si ritrov&amp;ograve; a trattenere il fiato nell&amp;rsquo;osservargli dipingere prima una smorfia contrariata e poi respirare profondamente mentre cambiava posizione, spostandosi di pi&amp;ugrave; verso di lui ed il portiere, come una serpe, sgusci&amp;ograve; lontano quel tanto che bastava a ristabilire gli equilibri. Per fortuna il suo letto era ad una piazza e mezza.&lt;br /&gt;   &lt;em&gt;&amp;laquo;Cos&amp;igrave;, nel caso tu voglia ospitare  qualche amica&amp;hellip;&amp;raquo;&lt;/em&gt; gli aveva detto maliziosamente sua madre il giorno che l&amp;rsquo;avevano comprato. Chiss&amp;agrave; che faccia avrebbe fatto se avesse scoperto che preferiva dividerlo con un uomo. Eppure, per Mamoru sembrava non esserci mai abbastanza spazio e per quanto Yuzo gliene cedesse, l&amp;rsquo;altro ne occupava altrettanto.&lt;br /&gt;   &lt;em&gt;Consapevolmente&lt;/em&gt;, sperava il suo cuore.&lt;br /&gt;   &lt;em&gt;Inconsapevolmente&lt;/em&gt;, lo rimproverava la testa.&lt;br /&gt; Ad ogni modo, Yuzo non poteva permettere che si toccassero, nemmeno accidentalmente o per un attimo; nessuno sfiorarsi rapido di gambe sotto le lenzuola o sarebbe stata la fine. Gi&amp;agrave; di giorno controllarsi era uno sforzo sovrumano; doveva lottare contro le sue stesse mani e quegli istinti che avrebbero voluto che lo afferrassero, stringessero, toccassero. Ma di notte, quando nel buio veniva liberato il suo vero &lt;em&gt;&amp;lsquo;io&amp;rsquo;&lt;/em&gt;, sarebbe bastato ancora meno perch&amp;eacute; le sue mani si fossero trovate improvvisamente a seguire il percorso della schiena di Mamoru senza poterle pi&amp;ugrave; controllare. Dal collo, lungo la spina dorsale, fino alla curva dei glutei, le dita avrebbero preso possesso della sua pelle come animate di vita propria e non poteva correre un simile rischio.&lt;br /&gt; La notte dava, la notte toglieva, ma a lui andava bene anche cos&amp;igrave; e avrebbe continuato ad attenderla con la stessa ansia, beandosi di quei brevi attimi di libert&amp;agrave; in cui poteva finalmente svelargli il suo segreto.&lt;br /&gt; Conscio del fatto che l&amp;rsquo;altro non avrebbe potuto sentirlo, Yuzo si caric&amp;ograve; di tutto il suo coraggio, sporgendosi senza fare il minimo rumore sul cuscino; il cuore nelle orecchie scand&amp;igrave; con ritmo incessante quei pochi momenti che si ripetevano&amp;hellip; nemmeno lui sapeva da quanto.&lt;br /&gt;   E poi  liberarsi.&lt;br /&gt;   &amp;laquo;Ti amo,  Mamoru.&amp;raquo; &lt;br /&gt; Un ultimo sorriso, quello che avrebbe sempre voluto rivolgergli, prima di ritrarsi, nello stesso modo silenzioso in cui si era avvicinato. Lo osserv&amp;ograve; ancora per un istante e poi torn&amp;ograve; a serrare l&amp;rsquo;altra parte di s&amp;eacute; in quella gabbia chiamata &lt;em&gt;&amp;lsquo;cuore&amp;rsquo;&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt; Avvolto da un senso di tranquillit&amp;agrave;, chiuse gli occhi, godendosi quella notte che ancora per qualche ora li avrebbe scoperti insieme. &lt;br /&gt;   Al riparo  dal suo sguardo, delle labbra si distesero carezzate da sottili fili di  inchiostro.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt; &lt;p align="right"&gt;&lt;em&gt;&amp;ldquo;Been waiting for the night to fall&lt;br /&gt;   I knew that it would save us all&lt;br /&gt;   Now everything's dark&lt;br /&gt;   Keeps us from the stark reality&lt;br /&gt;   &lt;br /&gt;   Been waiting for the night to fall&lt;br /&gt;   Now everything is bearable&lt;br /&gt;   And here in the still&lt;br /&gt;   All that you feel is tranquillity.&amp;rdquo;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="right"&gt;&lt;strong&gt;Depeche Mode &amp;ndash; &lt;/strong&gt;&lt;em&gt;Waiting for the night&lt;/em&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="right"&gt;&lt;em&gt;&amp;nbsp;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt; &lt;h2&gt;&lt;p align="center"&gt;*&lt;br /&gt;   FINE&lt;/p&gt; &lt;p align="center"&gt;*&lt;/p&gt;&lt;/h2&gt;  &lt;p align="left"&gt;&lt;strong&gt;Disclaimer&lt;/strong&gt;:&lt;/p&gt; &lt;p align="left"&gt;&lt;em&gt;&amp;quot;Waiting for the Night&amp;quot;&lt;/em&gt; appartiene ai &lt;strong&gt;Depeche Mode&lt;/strong&gt; che ne detengono ogni diritto.&lt;/p&gt; &lt;p align="left"&gt;I personaggi di &lt;em&gt;&amp;quot;Captain Tsubasa&amp;quot;&lt;/em&gt; appartengono a &lt;strong&gt;Yoichi Takahashi&lt;/strong&gt; che ne detiene ogni diritto.&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;a name='cutid1-end'&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;</content>
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    <title>Violator - Track #03: Personal Jesus</title>
    <published>2008-08-30T22:53:48Z</published>
    <updated>2008-08-30T22:53:48Z</updated>
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    <content type="html">&lt;b&gt;Titolo:&lt;/b&gt; Violator #3: Personal Jesus&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Fandom:&lt;/b&gt; Captain Tsubasa&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Personaggi: &lt;/b&gt;Sanae Nakazawa, Tsubasa Ozora&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Rating:&lt;/b&gt; Verde / Per tutti&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Riassunto:&lt;/b&gt; &lt;em&gt;Perch&amp;eacute;, spesso, l'apparenza inganna...&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Note: &lt;/b&gt;Bakastoria (piuttostoeanzicchenn&amp;ograve;!&amp;nbsp;XD)&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: 100%;"&gt;&lt;strong&gt;AVVISO:&lt;/strong&gt;&lt;em&gt;ci sono riferimenti al Road to 2002. Fate attenzione agli spoiler, quindi, se non l&amp;rsquo;avete ancora letto. &lt;/em&gt;&lt;br /&gt; &lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="cutid1"&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size: 100%;"&gt;&lt;h2&gt;&lt;p align="center"&gt;VIOLATOR # 3 : Personal Jesus&lt;/p&gt;&lt;/h2&gt; &lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt; Adesso era nei guai.&lt;br /&gt; Guai seri, maledizione! Tsubasa si sarebbe infuriato!&lt;br /&gt; Ma&amp;hellip; ma come aveva fatto a farsi convincere? Come aveva fatto a non accorgersi che, quella, NON era una pubblicit&amp;agrave;? Oggigiorno inventano di tutto per cercare di venderti l&amp;rsquo;impossibile!&lt;br /&gt; E poi&amp;hellip; aveva quel motivetto ripetitivo, un po&amp;rsquo; cantilenato&amp;hellip; &lt;br /&gt;  &lt;p&gt;&lt;em&gt;Reach out and touch faith&lt;/em&gt;&amp;hellip;&lt;/p&gt; Che poi, lei non era chiss&amp;agrave; quale cima in inglese. Masticava lo Spagnolo, ed anche abbastanza bene, ma l&amp;rsquo;inglese&amp;hellip; Santa Paturnia! Tsubasa avrebbe scatenato l&amp;rsquo;Inferno!&lt;br /&gt; Dette una rapida occhiata al marito, sprofondato nella poltrona del salotto che si opponeva alla sua, che leggeva tranquillamente il giornale, mentre la radio trasmetteva l&amp;rsquo;intero LP di Cristina D&amp;rsquo;Avena cantato in spagnolo.&lt;br /&gt;  Lui non poteva nemmeno immaginare!&lt;br /&gt; Ma ormai&amp;hellip; non poteva pi&amp;ugrave; tornare indietro&amp;hellip; il danno era stato fatto&amp;hellip; &lt;br /&gt;  &lt;br /&gt; &lt;em&gt;Reach out and touch faith&amp;hellip;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt; &lt;em&gt; &lt;/em&gt;&lt;br /&gt; Eh, &amp;lsquo;touch&amp;rsquo;, e lei aveva &amp;lsquo;touchato&amp;rsquo; e le era sembrato davvero ottimo come dicevano. Bello, tirato a lucido, cos&amp;igrave;&amp;hellip; cos&amp;igrave;&amp;hellip; duro! Resistente! E, con il matrimonio, aveva sviluppato un occhio attento per certe cose! S&amp;igrave;, va bene, il prezzo era stato forse un po&amp;rsquo; troppo eccessivo, ma la qualit&amp;agrave;&amp;hellip; era la cosa fondamentale, no? E poi aveva potuto scegliere tra tanti regali. &lt;br /&gt; Trattenne un sospiro, mentre rigirava sul pavimento la punta del piede, mordendosi leggermente il labbro inferiore.&lt;br /&gt; Adesso l&amp;rsquo;avrebbe fatto al marito il regalo.&lt;br /&gt; Un gran bel regalo.&lt;br /&gt; Osserv&amp;ograve; l&amp;rsquo;orologio, mancavano pochi minuti ancora e sarebbe arrivato. Nell&amp;rsquo;attesa, le ritornarono in mente, come un incubo, le parole di quella dannata canzone.&lt;br /&gt;  &lt;br /&gt; &lt;em&gt;Your own personal Jesus&lt;br /&gt;   Someone to hear your prayers&lt;br /&gt;   Someone who cares&lt;br /&gt;   Your own personal Jesus&lt;br /&gt;   Someone to hear your prayers&lt;br /&gt;   Someone who's there&lt;br /&gt; &lt;/em&gt;&lt;br /&gt; Ecco, appunto, qualcuno che la ascoltasse! E lei ne aveva davvero bisogno, visto che quello scellerato del marito non pensava ad altro che (in rigoroso ordine di importanza!): al calcio, agli allenamenti, a Natureza, a Rivaul, a Santana, alle paturnie del Mister e, se avanzavano cinque minuti, forse a lei!&lt;br /&gt; E lei? Nessuno si era mai posto il quesito che anche lei avesse dei desideri, delle richieste? Che avesse bisogno di qualcuno che ascoltasse le sue preghiere? &lt;br /&gt; Ed ecco che, come una risposta a tutto questo, era comparso quell&amp;rsquo;omino nel televisore&amp;hellip; che sembrava quasi offrirle quella spalla su cui piangere, su cui sfogarsi&amp;hellip; &lt;br /&gt;  &lt;br /&gt; &lt;em&gt;Take second best&lt;br /&gt;   Put me to the test&lt;br /&gt;   Things on your chest&lt;br /&gt;   You need to confess&lt;br /&gt;   I will deliver&lt;br /&gt;   You know I'm a forgiver&lt;br /&gt; &lt;/em&gt;&lt;br /&gt; S&amp;igrave;. E gli aveva permesso di provare&amp;hellip; si era concessa questa opportunit&amp;agrave;. Peccato che il tizio che si era presentato alla sua porta, non fosse proprio come quello del video. Va beh, pazienza, non si poteva certo avere tutto dalla vita. La &amp;lsquo;bella presenza&amp;rsquo; avrebbe sortito un maggiore effetto, e si sarebbe lasciata convincere anche pi&amp;ugrave; velocemente, ma tant&amp;rsquo;&amp;egrave;&amp;hellip; aveva abboccato lo stesso. &lt;br /&gt; La cosa pi&amp;ugrave; importante era che lui fosse riuscito a capirla! Oh s&amp;igrave;! Lei gli aveva posto tutti i suoi quesiti e confessato i suoi pi&amp;ugrave; reconditi desideri, e lui aveva risposto, sorridendo, ad ogni interrogativo; l&amp;rsquo;aveva ascoltata e consigliata&amp;hellip; le aveva fatto toccare con mano tutto! &lt;br /&gt; Oh, si era sentita cos&amp;igrave; appagata&amp;hellip; cos&amp;igrave; felice&amp;hellip; ma a Tsubasa sarebbe preso un colpo lo stesso. Soprattutto appena avesse dato un&amp;rsquo;occhiata al conto da pagare. Un salasso. Gi&amp;agrave;, da quel punto di vista, forse si era lasciata prendere un pochino la mano. &lt;br /&gt; Tutta! L&amp;rsquo;aveva comprata tutta! Non solo l&amp;rsquo;offerta risparmio, ma TUTTA! Sotto lo sguardo raggiante del suo, ehm, benefattore.&lt;br /&gt; D&amp;rsquo;un tratto, il campanello trill&amp;ograve;, facendole saltare un battito.&lt;br /&gt; Oddio! Era arrivato! La tragedia stava per compiersi! Tsubasa avrebbe scoperto quello che aveva fatto! Non c&amp;rsquo;era pi&amp;ugrave; alcuno scampo ormai&amp;hellip;e quella dannata canzone continuava a rimbombare nelle sue orecchie&amp;hellip;&lt;br /&gt;  &lt;br /&gt; &lt;em&gt;Feeling unknown&lt;br /&gt;   And you're all alone&lt;br /&gt;   Flesh and bone&lt;br /&gt;   By the telephone&lt;br /&gt;   Lift up the receiver&lt;br /&gt;   I'll make you a believer&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;  &lt;br /&gt; &amp;ldquo;Vado io, Sanae.&amp;rdquo; Si sent&amp;igrave; dire, con dolcezza, dal campione del Barcellona &amp;ldquo;Forse &amp;egrave; Rivaul con la famiglia. Aveva detto che sarebbe passato, nel pomeriggio.&amp;rdquo; &lt;br /&gt; Lei si sforz&amp;ograve; di sorridere ed annuire.&lt;br /&gt;  &lt;br /&gt; &lt;em&gt;Feeling unknown&amp;hellip;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;  &lt;br /&gt; Tsubasa pieg&amp;ograve; il giornale, adagiandolo sul tavolino.&lt;br /&gt;  &lt;br /&gt; &lt;em&gt;And you&amp;rsquo;re all alone&amp;hellip;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;  &lt;br /&gt; Sanae lo vide alzarsi e dirigersi all&amp;rsquo;ingresso.&lt;br /&gt;  &lt;br /&gt; &lt;em&gt;Flesh and bone&amp;hellip;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;  &lt;br /&gt; Le mani le tremavano debolmente, mentre il cuore le batteva forte nel petto. Un rumore assordante.&lt;br /&gt;  &lt;br /&gt; &lt;em&gt;By the telephone&amp;hellip;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;  &lt;br /&gt; Vide che apriva la porta&amp;hellip; &lt;br /&gt;  &lt;br /&gt; &lt;em&gt;Lift up the receveir&amp;hellip;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;  &lt;br /&gt; &amp;hellip;per poi restare qualche secondo in silenzio, come interdetto. &amp;ldquo;S&amp;igrave;? Mi dica?&amp;rdquo;&lt;br /&gt;  &lt;br /&gt; &lt;em&gt;Lift up the receveir&amp;hellip;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt; &lt;em&gt;Lift up the receveir&amp;hellip;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt; &lt;em&gt;Lift up the receveir&amp;hellip;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt; &lt;em&gt;Alza la cornetta&amp;hellip;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt; &lt;em&gt;Alza la cornetta&amp;hellip;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt; &lt;em&gt;Alza la cornetta&amp;hellip;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;  &lt;br /&gt; &amp;ldquo;Sanae? Hai per caso comprato qualcosa dalla &lt;em&gt;Mondial Casa&lt;/em&gt;?&amp;rdquo;&lt;br /&gt;  &lt;br /&gt;  &lt;br /&gt; &lt;h2&gt;&lt;p align="center"&gt;***Fine***&lt;/p&gt;&lt;/h2&gt; &lt;em&gt;  &lt;/em&gt;&lt;h2&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;em&gt;^Melant&amp;ograve;^&lt;/em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;/h2&gt;&lt;/span&gt;&lt;hr /&gt; &lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Nota dell&amp;rsquo;Autrice:&lt;/strong&gt; questa &amp;egrave; la prima storia nata per un contest sul forum, indetto da Maki-chan. Se andate al link indicato, troverete tutte le informazioni necessarie e le dovute regole per partecipare. Io vi suggerisco di darci un&amp;rsquo;occhiata: &amp;egrave; davvero una proposta interessante!*_*&lt;/em&gt;  &lt;p&gt;&lt;em&gt;- La canzone, &lt;strong&gt;Personal Jesus&lt;/strong&gt;, appartiene ai &lt;strong&gt;Depeche Mode &lt;/strong&gt;che ne detengono tutti i diritti e non viene qui utilizzata a scopi di lucro&amp;hellip; mi spiegate come potrei lucrare su una cretinata immonda come questa fanfiction?XD Andiamo, un po&amp;rsquo; di buon senso!&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;     &lt;em&gt; &lt;/em&gt;&lt;br /&gt; &lt;em&gt;- Inoltre, i personaggi di &lt;strong&gt;Captain Tsubasa, &lt;/strong&gt;appartengono al loro autore, &lt;strong&gt;Yoichi Takahashi&lt;/strong&gt;, che ne detiene ogni diritto. &lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;a name='cutid1-end'&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;</content>
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    <author>
      <name>Melanto</name>
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    <title>Violator - Track #1: World in my eyes</title>
    <published>2008-07-24T20:48:31Z</published>
    <updated>2008-07-24T20:56:28Z</updated>
    <content type="html">&lt;b&gt;Titolo: &lt;/b&gt;Violator - Track #1: World in my eyes&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Fandom: &lt;/b&gt;Naruto&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Personaggi: &lt;/b&gt;Shino Aburame, Kiba Inuzuka&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Rating: &lt;/b&gt;Arancione&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Riassunto: &lt;/b&gt;&lt;i&gt; Una stanza. Due personalità opposte. E l'inizio di un viaggio, che li porterà lontano, anche senza muovere un passo...&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Note: &lt;/b&gt;Shonen-ai&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="cutid1"&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="ljcut" text="(World in my eyes)"&gt;&lt;h2&gt;&lt;p align="center"&gt;VIOLATOR #1: World in my eyes &lt;/p&gt;&lt;/h2&gt; &amp;nbsp;&lt;br /&gt;  Sei fastidioso.&lt;br /&gt; L’ho sempre pensato di te.&lt;br /&gt; Rumoroso, mi spaventi i Kikai.&lt;br /&gt; Il tuo modo di fare è irritante e alquanto patetico.&lt;br /&gt; Istintivo.&lt;br /&gt; Selvaggio.&lt;br /&gt; Troppo per i miei gusti e va sempre a finire che, se non ci penso io, combini guai. &lt;br /&gt; Eppure, non è questo ciò di cui voglio parlarti ora.&lt;br /&gt; Il problema è un altro, e vedi di darmi una buona spiegazione… perché io non credo di riuscire a capire come mai, se tra noi non è mai corso buon sangue – o, meglio, io ti ignoro e tu ti irriti – , sei sdraiato su quel letto, poco lontano da me: il viso sopito in un’espressione totalmente appagata ed i capelli più spettinati del solito.&lt;br /&gt; E mi spieghi, anche, perché prima c’ero io sdraiato accanto a te?&lt;br /&gt; Le abbiamo disfatte insieme quelle lenzuola, che parzialmente cercano di coprire la tua figura nuda. &lt;br /&gt; Ma tu spiegami come questo sia potuto accadere! &lt;br /&gt; Io e te... abbiamo... &lt;br /&gt; Dannazione.&lt;br /&gt; Ma come è cominciato?&lt;br /&gt; Ah sì, con un litigio. La missione non era stata portata a termine completamente, ed eravamo tutti piuttosto delusi. Ma tu l’avevi presa peggio di noi, arrabbiandoti. Va beh, sei un tipo che si infiamma subito, non è una novità. &lt;br /&gt; Ricordo come Hinata avesse provato a rabbonirti, e di solito ci riesce, ma questa volta aveva dovuto arrendersi anche lei. &lt;br /&gt; Eri andato via sbattendo la porta... ma perché ti avevo seguito? Forse perché Hinata mi aveva pregato di provare a parlarti. &lt;br /&gt; Se lo vuoi proprio sapere, avevo accettato con riluttanza. &lt;br /&gt; Così, mi ero mosso lentamente, seguendo i tuoi passi, fino ad arrivare nella tua camera. &lt;br /&gt; Dove siamo adesso.&lt;br /&gt; Ed io sono seduto su quella sedia della scrivania, ad osservarti, mentre cerco di capire. Da fuori, la voce di Hinata mi raggiunge, sta canticchiando qualcosa, poi si allontana. E siamo di nuovo solo io e te.&lt;br /&gt; Ricordo che eri strano, mentre ti dicevo di darti una calmata e di non prenderla troppo a male per la missione. In fondo, erano cose che potevano succedere, ma non credere: il fallimento parziale aveva dato fastidio anche a me. &lt;br /&gt; Ma… doveva esserci dell’altro, per il quale eri teso. Qualcosa che non riuscivo ad afferrare, e nemmeno ci provavo più di tanto. Anche io ero nervoso, ed è stato per questo che ti ho rimproverato.&lt;br /&gt; Aspetta… cos’è che ti ho detto?&lt;br /&gt; Ah!&lt;br /&gt; &amp;nbsp;&lt;br /&gt; &lt;i&gt;“Vedi un po’ di crescere, Kiba! Ormai non sei più un bambino, ma un ninja. Smettila di recriminare per ogni missione andata storta.”&lt;/i&gt;&lt;br /&gt; &lt;i&gt;&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt; Mi hai guardato con ira, prima di raggiungermi in rapidi passi. &lt;br /&gt; In quel momento, ho pensato che stessi per darmi un pugno, invece, mi hai dato dell’idiota... prima di baciarmi.&lt;br /&gt; Ecco.&lt;br /&gt; Ed io sono rimasto immobile, senza dire una parola.&lt;br /&gt; Un atteggiamento che puoi aspettarti, da uno poco loquace come me, ma non sono rimasto zitto per pura indifferenza, questa volta.&lt;br /&gt; Sono solo stato colto di sorpresa.&lt;br /&gt; Dal tuo irruente modo di fare mi sarei aspettato di tutto. Questo no. &lt;br /&gt; Ma qualcos’altro è riuscito a sorprendermi di più. &lt;br /&gt; Me stesso.&lt;br /&gt; Perché, dopo che siamo rimasti a fissarci in silenzio, io non ho rifiutato il tuo secondo bacio? Perché non ti ho allontanato, quando ho sentito premere le tue labbra contro le mie? Perché le ho schiuse, lasciando che la tua lingua accarezzasse la mia?&lt;br /&gt; E poi... quel calore forte... non capivo se partisse da te, e lo trasmettevi a me, oppure partisse proprio da me. &lt;br /&gt; Da dentro di me. &lt;br /&gt; Ma non me lo sono chiesto più di tanto, sentivo solo le tue mani che cercavano di liberarmi dall’impermeabile. E le mie... toglievano la tua giacca. &lt;br /&gt; Si muovevano da sole! Non le stavo controllando io! &lt;br /&gt; Credo...&lt;br /&gt; Armeggiavano con la tua maglietta a rete, fino a sollevarla quel tanto che bastava per poter insinuarsi sotto di essa. Ed ho toccato la tua pelle. Ho sentito come una scarica partire dalle dita e diramarsi in tutto il corpo. &lt;br /&gt; Hai per caso imparato una nuova tecnica? Seppur fosse stato, sappi che era piacevole.&lt;br /&gt; E non avevo mai pensato che tu potessi avere una schiena così... bella. L’ho sentita tendersi al mio tocco, una reazione che mi è piaciuta. E quando il tuo respiro si è arrochito, appesantito, velocizzato... beh, mi è piaciuto ancora di più. &lt;br /&gt; In quel momento, ho apprezzato il tuo essere selvatico, l’ansimare roco come un animale ingabbiato, la forza della tua stretta.&lt;br /&gt; Ed ogni bacio sul tuo corpo accentuava ognuna di queste reazioni, per questo avevo lasciato che la mia bocca vagasse dal collo fino al torace, in esplorazione su di te, a sensibilizzare ogni centimetro della tua pelle. Ti sentivo vibrare di più, se toccavo certi punti. &lt;br /&gt; Li ho memorizzati.&lt;br /&gt; Non domandarmi perché l’abbia fatto, la risposta potrebbe turbarmi, so solo che non li dimenticherò.&lt;br /&gt; Come non dimenticherò quello che hai detto, quando ero sopra di te.&lt;br /&gt; Quando ero &lt;i&gt;dentro&lt;/i&gt; di te.&lt;br /&gt; &amp;nbsp;&lt;br /&gt; &lt;i&gt;“Toglili.”&lt;/i&gt;&lt;br /&gt; &lt;i&gt;&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt; Ed io non capivo a cosa ti stessi riferendo.&lt;br /&gt; &amp;nbsp;&lt;br /&gt; &lt;i&gt;“Gli occhiali... toglili.”&lt;/i&gt;&lt;br /&gt; &lt;i&gt;&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt; Lo sai che nessuno ha mai visto i miei occhi: prerogativa del Clan Aburame, quella di tenerli celati dietro lenti scure. Eppure, non ti ho fermato quando hai cominciato lentamente a sfilare gli occhiali dalla loro locazione. Forse perché, in quel momento, non mi importava nulla di mantenere quel gradino di superiorità verso di te. &lt;br /&gt; Però... non so dirti perché io abbia chiuso gli occhi. Deve essere stato un gesto istintivo, come di vergogna. Paradossalmente: solo allora mi sono sentito davvero nudo.&lt;br /&gt; Poi, le tue mani sono affondate nei miei capelli, attirando di più il mio viso verso di te.&lt;br /&gt; &amp;nbsp;&lt;br /&gt; &lt;i&gt;“Lasciami vedere... il mondo nei tuoi occhi...”&lt;/i&gt;&lt;br /&gt; &lt;i&gt;&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt; Hai detto, ansimante e sensuale, prima di baciarmi un’ennesima, desiderosa volta. Ed io, per un’ennesima e desiderosa volta, ho ricambiato la bramosia delle tue labbra.&lt;br /&gt; &amp;nbsp;&lt;br /&gt; &lt;i&gt;“Hai per caso paura di me?”&lt;/i&gt;&lt;br /&gt; &lt;i&gt;&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt; E quelle parole beffarde hanno sortito il loro effetto. Credo che tu l’abbia fatto apposta: lo sai che non mi piace perdere, soprattutto contro di te.&lt;br /&gt; Così ti ho accontentato.&lt;br /&gt; Ed ho lasciato che tu li vedessi.&lt;br /&gt; Sei stato il primo.&lt;br /&gt; E l’ultimo.&lt;br /&gt; Hai sorriso, devi averlo capito anche tu.&lt;br /&gt; &amp;nbsp;&lt;br /&gt; &lt;i&gt;“Sono pronto a partire...”&lt;/i&gt;&lt;br /&gt; &lt;i&gt;&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt; Partire. &lt;br /&gt; L’hai preso come un viaggio. Chissà, forse lo è stato davvero. Un viaggio in cui ti sei totalmente affidato a me. Il mio corpo si muoveva sul tuo, mostrandogli la strada da percorrere. E lui l’ha seguita, rispondendo alle sue indicazioni. Era come se comunicassero tra loro, in una lingua senza suono, e più la meta diveniva nitida, in lontananza, più le loro &lt;i&gt;parole &lt;/i&gt;divenivano veloci, concitate.&lt;br /&gt; Non ho chiuso gli occhi, nemmeno per un istante, e neanche tu. Ma ti ho sentito vagare in essi, con lo sguardo, e dentro di me.&lt;br /&gt; E l’arrivo è stato dolce, non credi? Ho sentito il tuo corpo rilassarsi, insieme al mio. Tesi come due corde fino all’ultimo e poi... abbandonati l’uno contro l’altro. In riposo. &lt;br /&gt; Devo averti stancato, visto che sei crollato dopo che mi sono sdraiato accanto a te, ma non credere che mi sia sfuggita quella fugace espressione di disappunto, che ha attraversato il tuo viso, appena ho interrotto la nostra unione. &lt;br /&gt; Vuoi che lo ammetta?&lt;br /&gt; È dispiaciuto anche a me.&lt;br /&gt; Ed ora...&lt;br /&gt; Eccomi. &lt;br /&gt; Tu riposi, io ti osservo. &lt;br /&gt; E non so cosa pensare. &lt;br /&gt; Come devo interpretare tutto questo? Perché ho come l’impressione che non stavamo aspettando altro? Adesso, dopo che ogni cosa è successa e ci ripenso... sembra quasi che io l’abbia sempre desiderato. E tu più di me.&lt;br /&gt; Questa situazione fa ridere: può essere, il tutto, chiaro e confuso al contempo? Non saprei dare una risposta logica, eppure sento che è così.&lt;br /&gt; Oh...&lt;br /&gt; Ti stai svegliando.&lt;br /&gt; La tua mano scivola lenta, ma decisa, tra le pieghe delle lenzuola. &lt;br /&gt; Mi stai cercando?&lt;br /&gt; Sì. Sembrerebbe di sì, visto che ad un tratto apri gli occhi.&lt;br /&gt; Scompigliandoti i capelli, già abbondantemente spettinati, ti metti a sedere.&lt;br /&gt; “Shino?”&lt;br /&gt; Sei ancora così assonnato, che non hai visto che sono seduto presso la scrivania.&lt;br /&gt; “Dimmi.” Forse dovevo lasciarti scrutare l’oscurità ancora per un po’, sarebbe stato divertente. Invece ti ho risposto.&lt;br /&gt; “Credevo fossi andato via.” Dici individuando la mia posizione, ed abbozzando un sorriso. Stai cercando di camuffare qualcos’altro con quell’espressione beffeggiante.&lt;br /&gt; Quasi quasi mi viene da pensare che ti fossi davvero preoccupato che ti avessi lasciato qui, senza dire una parola. Forse era quello che ti aspettavi da me.&lt;br /&gt; “Se vuoi, sono ancora in tempo per farlo.”.&lt;br /&gt; Scuoti il capo, continui a sorridere “No. Poi non sarei più in grado di fare una cosa simile...”.&lt;br /&gt; Mh... ti metto in soggezione? Interessante.&lt;br /&gt; “...per questo voglio sfruttare al meglio questo momento.”.&lt;br /&gt; Scansi le lenzuola e ti alzi.&lt;br /&gt; Sei proprio senza vergogna, non ti curi di essere completamente nudo. Animale.&lt;br /&gt; Mi raggiungi lentamente, per poi sederti sulle mie gambe, e restare a fissarmi, braccia conserte.&lt;br /&gt; “Sei stato veloce a rivestirti.”.&lt;br /&gt; “Sono seduto qua da circa venti minuti e non avevo voglia di prendermi una bronchite.”.&lt;br /&gt; “Potevi restare accanto a me.”. &lt;br /&gt; “Dovevo realizzare la situazione.”.&lt;br /&gt; Le tue mani mi sfilano nuovamente le lenti scure, attraverso le quali ti stavo osservando fino ad ora. Nemmeno questa volta fermo i tuoi gesti. Non mi infastidiscono.&lt;br /&gt; E poi... preferisco guardarti senza. Nessun ostacolo tra i miei ed i tuoi occhi.&lt;br /&gt; Le tue dita ripiegano le aste degli occhiali, con una delicatezza quasi fuori luogo in uno come te. Poi ti sporgi, per poggiarli sul tavolo alle mie spalle.&lt;br /&gt; Il tuo collo sfiora le mie labbra.&lt;br /&gt; Sai una cosa? Mi piace il tuo odore, Kiba.&lt;br /&gt; Ha quel non so che di selvaggio, ferino, che solletica positivamente le mie narici e passa in circolo nel mio corpo, attivando quegli insani istinti che poco prima ci vedevano avvinghiati sul tuo letto.&lt;br /&gt; “E cosa hai concluso?” mi domandi con un tono quasi di scherno, ma so che lo stai usando di proposito, per proteggere te stesso da quelle che potrebbero essere le mie parole.&lt;br /&gt; Ma credo che tu mi stia sottovalutando.&lt;br /&gt; Afferro la tua vita, attirandoti di più verso di me. &lt;br /&gt; Le nostre bocche ad un respiro di distanza.&lt;br /&gt; “Che anche io sono pronto a partire.”&lt;br /&gt; &lt;p align="center"&gt;&lt;i&gt;Let me take you on a trip&lt;/i&gt;&lt;br /&gt; &lt;i&gt;Around the world and back&lt;/i&gt;&lt;br /&gt; &lt;i&gt;And you won't have to move&lt;/i&gt;&lt;br /&gt; &lt;i&gt;You just sit still&lt;/i&gt;&lt;br /&gt; &lt;i&gt;&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt; &lt;i&gt;Now let your mind do the walking&lt;/i&gt;&lt;br /&gt; &lt;i&gt;And let my body do the talking&lt;/i&gt;&lt;br /&gt; &lt;i&gt;Let me show you the world in my eyes&lt;/i&gt;&lt;br /&gt; &lt;i&gt;&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt; &lt;i&gt;I'll take you to the highest mountain&lt;/i&gt;&lt;br /&gt; &lt;i&gt;To the depths of the deepest sea&lt;/i&gt;&lt;br /&gt; &lt;i&gt;And we won't need a map&lt;/i&gt;&lt;br /&gt; &lt;i&gt;Believe me&lt;/i&gt;&lt;br /&gt; &lt;i&gt;&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt; &lt;i&gt;Now let my body do the moving&lt;/i&gt;&lt;br /&gt; &lt;i&gt;And let my hands do the soothing&lt;/i&gt;&lt;br /&gt; &lt;i&gt;Let me show you the words in my eyes&lt;/i&gt;&lt;br /&gt; &lt;i&gt;&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt; &lt;i&gt;That's all there is&lt;/i&gt;&lt;br /&gt; &lt;i&gt;Nothing more than you can feel now&lt;/i&gt;&lt;br /&gt; &lt;i&gt;That's all there is&lt;/i&gt;&lt;br /&gt; &lt;i&gt;&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt; &lt;i&gt;Let me put you on a ship&lt;/i&gt;&lt;br /&gt; &lt;i&gt;On a long, long trip&lt;/i&gt;&lt;br /&gt; &lt;i&gt;Your lips close to my lips&lt;/i&gt;&lt;br /&gt; &lt;i&gt;&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt; &lt;i&gt;All the islands in the ocean&lt;/i&gt;&lt;br /&gt; &lt;i&gt;All the heavens in motion&lt;/i&gt;&lt;br /&gt; &lt;i&gt;Let me show you the world in my eyes&lt;/i&gt;&lt;br /&gt; &lt;i&gt;&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt; &lt;i&gt;That's all there is&lt;/i&gt;&lt;br /&gt; &lt;i&gt;Nothing more than you can touch now&lt;/i&gt;&lt;br /&gt; &lt;i&gt;That's all there is&lt;/i&gt;&lt;br /&gt; &lt;i&gt;&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt; &lt;i&gt;Let me show you the world in my eyes&lt;/i&gt;&lt;br /&gt; &amp;nbsp;&lt;/p&gt; &lt;h2&gt;&lt;p align="center"&gt;*** Fine ***&lt;/p&gt;&lt;/h2&gt;&amp;nbsp; &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;</content>
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    <title>Violator - Track #02 - Sweetest Perfection.</title>
    <published>2008-07-22T11:59:50Z</published>
    <updated>2008-07-22T12:02:47Z</updated>
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    <content type="html">&lt;b&gt;Titolo: &lt;/b&gt;Violator - Track #02 - Sweetest Perfection. &lt;br /&gt;&lt;b&gt;Fandom: &lt;/b&gt;Captain Tsubasa (Holly e Benji)&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Personaggi: &lt;/b&gt;Kojiro Hyuga e Hikaru Matsuyama. [Mark Lenders e Philip Callaghan]&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Rating: &lt;/b&gt;giallo.&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Riassunto: &lt;/b&gt; L&lt;i&gt;a luce chiara bruciava ogni ombra. Famelica. Impietosa. Era ovunque e non cedeva di un millimetro. L'afoso pomeriggio estivo prosciugava le energie. Anche gli insetti tacevano. Abitare in Italia aveva senza dubbio i suoi pregi, ma di sicuro anche i suoi difetti.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Note:&lt;/b&gt; Shonen ai. Si colloca dopo che Kojiro si trasferisce in Italia e dopo che è stato ceduto dalla juve alla reggiana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;h1 align="center"&gt;&lt;font&gt;&lt;font size="3" face="tahoma"&gt;Violator - Track #02 -  Sweetest Perfection.&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/h1&gt;&lt;a name="cutid1"&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="ljcut" text="Summer Slumber - Torpore Estivo"&gt;T&lt;p&gt;&lt;font size="3" face="tahoma"&gt;La luce chiara bruciava ogni ombra.&lt;br /&gt;   Famelica.&lt;br /&gt;   Impietosa.&lt;br /&gt;   Era ovunque e non cedeva di un millimetro.&lt;br /&gt;   L'afoso pomeriggio estivo prosciugava le energie.&lt;br /&gt;   Anche gli insetti tacevano.&lt;br /&gt;   Abitare in Italia aveva senza dubbio i suoi pregi, ma di sicuro anche i suoi difetti.&lt;br /&gt;   Sì, non c'erano i monsoni, ma non erano mica abituati a un caldo così... assoluto.&lt;br /&gt;   Senza ombre.&lt;br /&gt;   L'aria rarefatta del mezzogiorno era bollente e fastidiosa da respirare, non recava la minima traccia di umidità.&lt;br /&gt; Solo i primi giorni aveva insistito per uscire, perché era una stupidaggine sprecare le giornate chiusi in casa, o a fare le lucertole sul terrazzo. E l'altro l'aveva assecondato, anche se sapeva che era stupido uscire. Per andare dove, poi, se tanto era tutto chiuso?&lt;br /&gt; Ma Hikaru non aveva mai visto l'Italia, non aveva mai mangiato il suo rinomato cibo e non sapeva le bellezze, così aveva ceduto all'insistenza, se l'era caricato in macchina, aveva sparato al massimo il condizionatore ed erano partiti per visitare i paesini che stavano attorno alla villetta presa in affitto.&lt;br /&gt; I primissimi giorni erano andati in giro così, senza meta, semplicemente a smaltire il fusorario, a mangiare e girellare per le sagre di paese.&lt;br /&gt; Il quinto giorno avevano testato il mare, rinunciando quasi subito davanti al color peperone assunto dal ragazzo dell'Hokkaido, che si era categoricamente rifiutato di passarsi la crema solare.&lt;br /&gt; L'amico gli aveva sconsigliato di fare una stupidaggine simile, il sole era forte, il riverbero sulla sabbia e sull'acqua, la pelle troppo chiara e poco abituata ai raggi.&lt;br /&gt;   Nulla.&lt;br /&gt; E così dopo due ore scarse erano tornati a casa, passando prima per una rosticceria, vestiti solo dei costumi da bagno e delle magliette. Poi in una farmacia vicina a prendere una crema da passare addosso a quel cretino che non ascoltava mai i consigli, e poche altre cose, chieste nel suo italiano ancora stentato che litigava con un inglese dalla pronuncia terrificante.&lt;br /&gt;   Fosse facile vivere quotidianamente in un paese straniero...&lt;br /&gt;   E i malefici dizionari elettronici erano solo verso l'inglese, e non verso l'italiano e viceversa.&lt;br /&gt; Una volta fatte le spese di rito, Kojiro era rientrato in auto, solo per ritrovare un Hikaru addormentato sul sedile del passeggero, l'autoradio che suonava una terrificante musichetta che era il tormentone dell'estate, una ruga di fastidio sulla fronte, il parasole sul cristallo per proteggersi dai raggi diretti.&lt;br /&gt; Chiuse lo sportello dietro di sè, si abbassò gli occhiali, e passò, con un sorrisino sbieco, un dito leggero sulla fronte dell'amico, che girò un po' il viso verso di lui, mugugnando qualcosa come "caldo", "sbrigati" e "casa".&lt;br /&gt;   E sì che per non farlo squagliare gli aveva anche lasciato l'aria condizionata accesa...&lt;br /&gt;   Chissà cosa avrebbe fatto, se Gamo avesse mandato LUI a Okinawa! Ah! Altro che spalar neve!&lt;br /&gt;   L'estate era la stagione di Kojiro.&lt;br /&gt;   Lo era sempre stata.&lt;br /&gt; Nella sua mente, si era paragonato a una belva che passava la stagione ad accumulare le energie che provenivano dal sole, mai così potente. La sua pelle scura non soffriva minimamente per l'esposizione ai raggi che, anzi, lo rendevano ancora più bello e luminoso, color del bronzo.&lt;br /&gt; Ora che era riuscito a completare l'allenamento per equilibrare le parti destra e sinistra del suo corpo, poi, sembrava proprio una statua.&lt;br /&gt; Non che avesse i canoni greci, dopotutto era un giapponese, ma nelle due ore passate anonimamente in spiaggia - protetti dall'anonimità che deriva dall'essere dei 'musi gialli tutti uguali' - , le ragazze erano state attratte da quei muscoli guizzanti e definiti, dalle sue spalle larghe.&lt;br /&gt;   Il massimo era stato quando, per stemperare la calura, si era tuffato in acqua; ne era uscito e una ragazza aveva &lt;i&gt;squittito&lt;/i&gt; nel vederselo passare accanto con le sue ampie falcate che sembravano mangiarsi lo spazio tutto attorno.&lt;br /&gt;   I capelli fradici che si appiccicavano indolenti al collo e alle spalle.&lt;br /&gt;   L'acqua che grondava e che lo rendeva ancora più luminoso.&lt;br /&gt;   Rispecchiava appieno il suo segno e il suo cognome.&lt;br /&gt;   Un luminoso leone.&lt;br /&gt;   Una belva assolutamente consapevole di sè.&lt;br /&gt; E Hikaru, attratto dagli urletti, era rimasto a fissare quell'essere che stava... stava... divorando il terreno nell'uscire dall'acqua e che veniva verso di lui.&lt;br /&gt;   Che lo fissava sghembo e, infame, gli strizzava i &lt;i&gt;maledettissimi&lt;/i&gt; capelli addosso, facendogli venire tutti i brividi del mondo. Era stato lì, senza gli occhiali da sole, che Koji aveva notato l'affascinante sfumatura presa dal compagno e gli aveva proposto di tornare a casa.&lt;br /&gt;   "Capisco che ti sembra stupido, Hikaru, ma la tua pelle è bianco vampiro, non come la mia.&lt;br /&gt;   E so di sembrare mia madre, ma se non ti passi la maledetta crema, poi restiamo chiusi in casa con te con la febbre.&lt;br /&gt;   L'anno scorso c'è passato quel cretino di Ken e a me basta e avanza un'esperienza simile.&lt;br /&gt;   Ora compriamo la maledetta crema, e, volente o nolente, te la passi!", gli aveva detto mentre entravano nell'auto.&lt;br /&gt; "Dio, Koji, sì! Sembri mia mamma prima di partire!! Solo che lei mi diceva 'copriti bene', mentre tu fai 'passati la crema!'. Odio quella sensazione appicicaticcia, ok?!", fece Hikaru, sedendosi e cacciando un urletto. "Brucia!"&lt;br /&gt; "Certo che brucia! Secondo te perché insistevo? E non è il sedile, cioè, non solo. Sei tu che sembri un peperone, dato che ti sei bruciato. Oooh, ma Kojiro rompe le palle, e poi che ne sa? Ha solo passato le ultime vacanze estive a fare da infermiere a un portiere pirla che è rimasto una giornata intera al sole, e poi una settimana con la febbre!&lt;br /&gt;   Farmacia, rosticceria, e casa.&lt;br /&gt;   E se ti lamenti vedi!&lt;br /&gt;   Divento peggiore di Wakabayashi al primo mondiale in Europa!"&lt;br /&gt; E così ora si trovava seduto in macchina come un pirla, ad osservare con un sorriso stupido quell'idiota sbruciacchiato, un pollo arrosto con patate in mano, la confezione di gelato artigianale e una bustina della farmacia appesa al polso.&lt;br /&gt;   E una voglia matta di sfiorare nuovamente la fronte per fargliela stendere e tranquillizzarlo in qualche modo.&lt;br /&gt; E darsi dell'idiota, dieci, cento, mille volte per quel desiderio di contatto fisico che provava nei confronti del difensore della Nazionale.&lt;br /&gt;   Dietro di lui, un'auto strombazzò per chiedergli se aveva intenzione di liberare il posteggio.&lt;br /&gt; Riportando la sua attenzione all'ambiente esterno, uscì dal parcheggio - stupendosi ancora una volta di come stesse riuscendo a non fare danni nonostante la guida al contrario - e prese la strada che li avrebbe riportati a casa, muovendo le labbra appena per seguire le parole della musica che proveniva dagli altoparlanti, cercando di capire il senso di quelle frasi in italiano. &lt;br /&gt;   Un qualche amore finito male.&lt;br /&gt;   Che originalità.&lt;br /&gt;   &lt;i&gt;Dio, sto diventando più acido di Ken quando lo sbattono in panchina!&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;   Arrivati a casa, aveva carezzato con il dorso delle dita la guancia dell'amico per svegliarlo, leggero come un soffio. &lt;br /&gt;   "Ehy..." un sussurro.&lt;br /&gt;   "Mmm?" un mugugno.&lt;br /&gt;   "Siamo arrivati, dai... che dentro si sta meglio, ho messo il timer per l'aria condizionata e ho preso da mangiare."&lt;br /&gt;   "'chei..." uno sbadiglio. "Ricordami di darti retta, mi sento come se mi avesse tirato sotto un tir."&lt;br /&gt;   "Effetto Mare. Non fai niente eppure ne esci devastato! E pensa che io dovevo allenarmici, con quel tiranno di Kira!"&lt;br /&gt;   "Wah! Non ti invidio per niente."&lt;br /&gt; "Dai, alza il culo, prima di riaddormentarti qui." disse uscendo dall'auto e maneggiando per aprire la porta. "Vatti a fare una doccia veloce, ti farà riprendere. Io metto la tovaglia e preparo."&lt;br /&gt;   "Sì, mamma!"&lt;br /&gt;   "Ahah... che simpatia! Non so, vuoi preparare tu?"&lt;br /&gt; "Dai, scherzo!" una scoppolata giocosa sulla nuca. "Lo sai, no?" E sorpassare l'amico, fiondandosi verso il bagno e l'agognata doccia.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;font size="3" face="tahoma"&gt;E poi il pranzo, con Hyuga che giocava come un bambino e sfotteva facendo dondolare delle bacchette davanti al naso di Hikaru, sottraendole all'ultimo istante, e Hikaru preso da sfinimento che apriva il cassetto delle posate e arraffava una forchetta, cedendo alle provocazioni dell'amico.&lt;br /&gt; E ricedere davanti al ghigno satanico a trecentosessantadue denti dell'attaccante che lo osservava mangiare goffamente, dato che non era abituato.&lt;br /&gt; E poi ritrovarsi sconvolti a fissare il fondoschiena, coperto solo dal costume, del padrone di casa che prendeva il gelato dal freezer. E peggio ancora dopo, mentre divorava - assolutamente inconsapevole dello sguardo - il dolce, brandendo il cucchiaino e con lo sguardo perso nel vuoto.&lt;br /&gt; Era incredibile come l'attaccante temibile e irascibile della Nazionale diventasse un bambino goloso quando aveva a che fare con il cibo...&lt;/font&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;font size="3" face="tahoma"&gt;"E allora, Koji, cosa mi racconti? Come va a casa?"&lt;br /&gt;   "Oh, tutto bene. Ho comprato la casa nuova a mamma e ai bambini, con gli introiti della pubblicità.&lt;br /&gt;   Essersi sentiti dei cretini è servito a qualcosa! Anche l'affitto di questa casa lo sto pagando con quei soldi!&lt;br /&gt;   Per il resto... ma... niente di che. Un po' a pezzi dopo l'uscita dalla Juventus, ma a sentire il tg, è stato un bene."&lt;br /&gt;   "Perché?" una nota di confusione.&lt;br /&gt; "Ma come? Non è arrivato fin lì? Sembra che la Juve abbia comprato un paio di campionati e relativi scudetti! Uno scandalo incredibile, tutta la Serie A è stata coinvolta. Fortuna che ero già alla Reggiana, ci mancava solo venir investiti da un'altra onda di sfiga. E tu? Sempre alla Consadole Sapporo?"&lt;br /&gt;   "Mmmm... sì. E' una buona squadra, ma sinceramente me ne vorrei andare dal Giappone."&lt;br /&gt;   "Come mai? Non hai Yoshiko, lì?"&lt;br /&gt;   Silenzio e un'espressione strana.&lt;br /&gt;   "No, non ho Yoshiko, lì. Noi... ci siamo lasciati."&lt;br /&gt;   "Oh."&lt;br /&gt;   "Non ti devi scusare, eh! Pensavo lo sapessi, visto come sono pettegoli i nostri compagni."&lt;br /&gt; "Sto in contatto solo con poca gente. Posso rispettarlo, ma Tsubasa non è mai stato mio amico. E figuriamoci se parlo con Wakabayashi o Ishizaki!"&lt;br /&gt; "E tu a ragazze come stai? Non sono male qui, anzi, dicono che le italiane siano fra le ragazze più belle e sensuali del mondo"&lt;br /&gt;   "Niente ragazza, mi spiace."&lt;br /&gt;   "Ma dai, sei qui da un anno e ancora niente? Non ci credo che tu non abbia mai avuto qualcuno!"&lt;br /&gt;   Silenzio.&lt;br /&gt;   Gli occhi fissi negli occhi. Il cucchiaino - dondolante - pieno di gelato.&lt;br /&gt;   "Marco.&lt;br /&gt;   E non hai sentito male, e non è una ragazza."&lt;br /&gt;   Silenzio, mentre la portata esplosiva dell'annuncio si fa strada nel cervello annebbiato dalla sorpresa.&lt;br /&gt;   "Quindi... quindi Wakabayashi aveva ragione a pensare che tu fossi dell'altra sponda!"&lt;br /&gt; "La smettesse di ficcare il naso nelle vite altrui! E' peggio di una serva! E poi che ne sa lui? Quand'è che avrebbe detto una cosa simile?"&lt;br /&gt;   "Due, tre mesi fa."&lt;br /&gt;   Sopracciglia aggrottate nel pensare.&lt;br /&gt;   "Non sapevo fosse così evidente. Sarà stato quando ci siamo lasciati... non ero al massimo della forma, dopo."&lt;br /&gt;   "Com'è 'sto tipo?"&lt;br /&gt;   "Alto."&lt;br /&gt;   Silenzio.&lt;br /&gt;   "Alto e basta?"&lt;br /&gt; Sospiro. "Alto. Muscoloso. Capelli neri lunghi. Pizzetto. Culo da urlo. Un bel tipo. Faceva ses-" interrompersi. "No, non credo che ti interessi anche questo!"&lt;br /&gt;   "E perchè vi siete lasciati?" &lt;br /&gt;   Una smorfia infastidita sul viso di Kojiro. "E tu perché ti sei lasciato con Yoshiko?" &lt;br /&gt;   Una smorfia addolorata sul viso di Hikaru. "Beccato. Scusami..."&lt;br /&gt;   Un sospiro. "Dai, vattene a letto. Io mi ficco sotto la doccia."&lt;br /&gt;   Una risata per spezzare l'atmosfera pesante. "Ok, ma non fare cose sconcie pensando a me, ok?" &lt;br /&gt; Uno sbuffo di risposta. "Ma come, tesoro! Pensavo venissi con me!" un sorriso ferino stampato in faccia davanti all'espressione sconvolta dell'amico.&lt;br /&gt;   "AAAARRRRGGGHHH! Non posso sentire queste cose! CHE ORRORE!"&lt;br /&gt;   Risate che si spengono nell'aria.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;font size="3" face="tahoma"&gt;Il resto del pomeriggio l'avevano passato rimanendo nella fresca penombra della casa, consapevoli che uscire significava venire esposti a un sole così abbacinante che ti avrebbe tolto ogni forza nel giro di un istante.&lt;br /&gt;   Dopo pranzo, e dopo una doccia per togliersi sabbia e sale, si erano gettati a letto.&lt;br /&gt;   Con uno squittìo lamentoso da parte di Hikaru che si era dimenticato della scottatura.&lt;br /&gt;   Con una risata, Hyuga era andato nuovamente nella cucina a prendere la crema doposole, sfottendolo a morte.&lt;br /&gt;   E Hikaru si era riabbioccato sul letto, vestito solo dei boxer.&lt;br /&gt;   La luce che filtrava dalle persiane a dipingere laghi di luce sulla sua pelle.&lt;br /&gt;   Kojiro si era fermato ad osservare il compagno.&lt;br /&gt;   In silenzio.&lt;br /&gt;   Affascinato.&lt;br /&gt;   Poi si era avvicinato piano, mettendo la crema sul palmo della mano per non traumatizzare l'amico.&lt;br /&gt;   Si era seduto sul letto, studiando ogni forma, e poi passando lieve la mano sulla schiena arrossata.&lt;br /&gt;   E l'altro aveva riaperto gli occhi, seminascosti sotto la frangia.&lt;br /&gt;   E si erano incontrati, specchiando dubbi, domande e desideri contorti.&lt;br /&gt;   Contorti come il loro rapporto, nato quando avevano undici anni.&lt;br /&gt;   Sotto i peggiori auspici, dato che il loro primo vedersi era stato una sfida, coronata da uno schiaffo.&lt;br /&gt;   E riconoscere la forza l'uno dell'altro in una partita che aveva sfiancato Kojiro e aveva visto Hikaru perdere.&lt;br /&gt;   E consolidare quel riconoscersi come uguali con il passaggio della fascia da capitano.&lt;br /&gt;   Non Tsubasa, non Ken.&lt;br /&gt;   La fascia era passata dalle mani della Tigre a quelle di Matsuyama.&lt;br /&gt;   Le mani ruvide che scivolano delicate sulla pelle.&lt;br /&gt;   Il battito del cuore un po' accelerato, davanti alla vergogna di starsi scoprendo così.&lt;br /&gt;   E gli occhi nerissimi che lo osservano da sotto la frangia.&lt;br /&gt;   Far finta di niente, continuare a passare la crema fresca su quella schiena larga, e poi sulle spalle e verso il collo.&lt;br /&gt;   Fermarsi e osservarlo.&lt;br /&gt;   Un filo di paura, scoprendosi bisognosi di proteggere quel ragazzo.&lt;br /&gt; Senza più il coraggio di toccarlo per paura che si rompa l'incantesimo che li lega in quell'istante che sembra non scorrere mai.&lt;br /&gt;   Non resistere e sfiorare la mascella con un dito, e vedere una mano chiudersi sulla sua e stringerla. &lt;br /&gt;   Un sospiro.&lt;br /&gt;   Gli occhi che si rifanno coraggiosi e incontrano gli altri.&lt;br /&gt;   E la mano lì, ferma e salda, e un tirare lieve verso il letto.&lt;br /&gt;   Hikaru che lo fa sdraiare accanto a lui, su quel letto con la luce che gioca su di loro.&lt;br /&gt;   "Ehy"&lt;br /&gt;   "Ehy...?"&lt;br /&gt;   "Quando pensavi di dirmelo?"&lt;br /&gt;   "...&lt;br /&gt;   Mai?"&lt;br /&gt;   "E tu saresti la tigre?" uno sbuffo ironico, tradito dal sorriso. Avvinghiare le gambe a quelle dell'amico.&lt;br /&gt;   "Beh, che ne sapevo, io... Sei tu quello che stava con una donna, non io." Un tono un po' stizzito.&lt;br /&gt;   "Non hai tutti i torti" una pausa, seguita da una risatina.&lt;br /&gt;   "E tu non lo sei?" le mani che si rifanno coraggiose e carezzano quel corpo a lungo desiderato.&lt;br /&gt;   "Chissà..."&lt;br /&gt;   "Uh?" fermarsi stupiti "O ti piacciono i ragazzi, o ti piacciono le ragazze, non è che ci siano tante possibilità!"&lt;br /&gt; "Ahahahahahahaah!" una risata argentina che si spande per la stanza. "Oddio, di varianti ce ne sono, prendi Tsubasa con il suo pallone!"&lt;br /&gt;   "..."&lt;br /&gt;   Gli occhi di Kojiro fissi sul petto che gli sta davanti, quasi mesmerizzati; lui, sordo alla battuta dell'amico.&lt;br /&gt;   Ingoiare. &lt;br /&gt;   Uno sguardo interrogativo e pieno di desiderio verso Hikaru.&lt;br /&gt;   "... &lt;br /&gt;   Posso...?" e, in risposta, una pressione sulla nuca, quasi un gesto di possesso.&lt;br /&gt; Labbra che si posano sui pettorali a tracciarli, coprirli di lievi baci. Farsi più audaci e scivolare in su, verso il collo, sentire e sentirsi rassicurati dalla pressione dell'eccitazione del compagno su di lui. La mano che accarezza i capelli. E dal collo passare alla linea della mascella, seguire da sotto l'orecchio fino al mento, sempre baciando e lasciando le maani libere di memorizzare quel corpo. E poi posare le labbra a quelle dell'amico, venir presi alla sprovvista dalla mano che si serra possessivamente sulla nuca e dalla bocca affamata dell'altro. Combattere per la supremazia. E poi abbandonare insieme l'inutile lotta. Rallentare il ritmo di quel bacio che li sta lasciando senza fiato e desiderosi di andare avanti.&lt;br /&gt;   Le mani di Hikaru che si fanno coraggio e, dalla testa, si spostano sull'ampia schiena, quasi artigliandola.&lt;br /&gt;   Un mugolare di dolore misto a piacere.&lt;br /&gt;   Staccare le labbra e, affannati, specchiarsi.&lt;br /&gt;   Il volto di Kojiro che affonda nell'incavo della spalla, respirando il profumo del compagno. &lt;br /&gt;   E le dita di Hikaru a giocare con l'elastico dei boxer.&lt;br /&gt;   Un respiro trattenuto e uno sguardo incredulo.&lt;br /&gt;   "Hikaru...&lt;br /&gt;   Non... non credo sia una cosa saggia."&lt;br /&gt; "Ssshhh... non... non andremo fino in fondo, ok? Non penso di essere pronto, ma voglio toccarti e vederti nudo. E sentire le tue mani su di me. Anche dove stai cercando di non andare, ok?"&lt;br /&gt;   Un gemito, un ringhio di eccitazione.&lt;br /&gt;   Un morso lieve sul collo.&lt;br /&gt;   Levare i pochi indumenti di dosso a sè e al compagno.&lt;br /&gt;   Mani, labbra, i corpi l'uno contro l'altro.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;font size="3" face="tahoma"&gt;La luce si era spostata, così come i ragazzi che avevano deciso che il letto sfatto era troppo caldo, e il lenzuolo-anaconda troppo scomodo.&lt;br /&gt;   Hikaru si era steso e fumava una sigaretta. Kojiro era sul fianco, appoggiato su un gomito e lo osservava.&lt;br /&gt;   "Come sei... trash. Sesso e sigaretta!"&lt;br /&gt;   Uno sguardo confuso.&lt;br /&gt;   "...&lt;br /&gt;   Passamene una, va! Così se ti bacio non sento il sapore di cenere!" Sfilare la sigaretta dal pacchetto e accendersela.&lt;br /&gt;   "Non sapevo fumassi."&lt;br /&gt;   "E chi fuma.&lt;br /&gt;   Una sigaretta a scrocco ogni tanto non è fumare." Guardare i disegni creati dal fumo nell'aria.&lt;br /&gt;   Hikaru tenne la sua fra le labbra, lasciando una mano libera di carezzare il profilo dell'altro.&lt;br /&gt; "Con Yoshiko ci siamo lasciati perché... non me la sentivo più di fingere. Da bambino ero assolutamente convinto di amarla, ma alla fine gli istinti verso i maschi si sono fatti troppo forti per poter essere ignorati. Era prenderla in giro, capisci? &lt;br /&gt;   E tu, perché non stai più con questo Marco?"&lt;br /&gt;   Spostare lo sguardo dai disegni di fumo al viso dell'amico.&lt;br /&gt;   "Giura che non mi sfotterai vita natural durante e che non lo dirai a *nessuno*."&lt;br /&gt;   Una mano sul cuore e un sorrisetto sghembo.&lt;br /&gt;   "Lo giuro!"&lt;br /&gt;   Un attimo di silenzio per trovare le parole.&lt;br /&gt; "Diceva che ero troppo, troppo giapponese. Che non mi capiva e che ero troppo strano, e che parlare con me era frustrante e non capiva, assolutamente non capiva la mia gelosia.&lt;br /&gt;   E poi ho scoperto che era tutta una balla.&lt;br /&gt;   Che stava con una tipa con due tette grandi come airbag, una che per lavoro sculetta in tv e la dà a tutti.&lt;br /&gt;   Avrei preferito che mi dicesse che era etero, piuttosto che farmi sentire in colpa per qualcosa che non ho fatto!&lt;br /&gt;   'sto stronzo..."&lt;br /&gt;   "Brucia ancora, eh?" una carezza sulla guancia. Un bacio sulle dita carezzevoli.&lt;br /&gt; "Sì. Brucia. Io... credo di averlo amato. Non all'inizio, ma alla fine sì. E sono rimasto bruciato. Non è una cosa che mi piaccia."&lt;br /&gt;   Le sigarette si consumavano lente fra le loro dita.&lt;br /&gt;   Il silenzio a circondarli, il sottile ronzio del condizionatore.&lt;br /&gt;   "Mi brucia la schiena.&lt;br /&gt;   E il naso.&lt;br /&gt;   E le orecchie."&lt;br /&gt;   "Idiota." la mano tesa a prendere la crema. "Toh, passatela in faccia, che io te la rimetto sulle spalle."&lt;br /&gt;   "Ohy, che ne sapevo io che il sole qui era così fort-EHY!!"&lt;br /&gt;   Mani forti che lo ribaltano pancia sotto e Hyuga a cavalcioni sul suo sedere.&lt;br /&gt;   Un sogghigno.&lt;br /&gt;   "Mi piace questa posizione. Ha un non so che di affascinante!"&lt;br /&gt;   "Non metterti strane idee in testa, porco maniaco! Che manco hai le mutande addosso."&lt;br /&gt;   "Uuuhhh... paura! Sta' zitto, va', e lasciami fare. Che poi non sono l'unico senza mutande..."&lt;br /&gt;   "APPUNTO! Non metterti in testa strane idee!" una risata sbuffata.&lt;br /&gt;   Passare le mani sui muscoli, accarezzarle e lenire la pelle arrossata.&lt;br /&gt;   Una strana sensazione, morbido e ruvido uniti, come la lingua di un gatto.&lt;br /&gt;   Un mugolio di piacere proveniente da sotto.&lt;br /&gt;   E poi rimettersi giù per dormire.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;font size="3" face="tahoma"&gt;La calura si stemperò attorno alle sei del pomeriggio.&lt;br /&gt;   La luce, non più di quel bianco assurdo, entrò dalle persiane spalancate.&lt;br /&gt; Hyuga era pacificamente sbattuto su una sedia, un piede appoggiato su quella di fronte, una tazzina di caffè in mano e ancora gelato davanti.&lt;br /&gt;   Matsuyama guardava incuriosito quel profilo deciso, il corpo scattante.&lt;br /&gt;   Infine, un sospiro.&lt;br /&gt;   "Senti, Hyuga... Ti scazza avere un ospite per un po' di settimane? Non me la sento di tornare in Giappone."&lt;br /&gt;   Un'espressione dubbiosa si dipinse sul viso dell'attaccante.&lt;br /&gt;   "Io non avrei problemi, ma come fai con il contratto?&lt;br /&gt;   E... poi non vorrei precipitare le cose, dopo oggi pomeriggio."&lt;br /&gt;   "Per il contratto non c'è problema. E' in scadenza, cercherò qualcosa qui.&lt;br /&gt;   E per il pomeriggio, non ti preoccupare, ok?&lt;br /&gt; E' stata una bellissima prima volta, ma se non vuoi continua-" un'interruzione data da Kojiro che si soffoca con il caffè e inizia a tossire disperato.&lt;br /&gt;   "Prima volta?!" una faccia sconvolta, totalmente inaspettata.&lt;br /&gt;   E Hikaru che arrossisce ancora di più.&lt;br /&gt;   "Beh, con un uomo sì..."&lt;br /&gt;   "OMMIODDIO! Ma... ma... non me lo hai detto!"&lt;br /&gt;   "Vabbeh, non c'è motivo per ammazzarsi, non è che abbiamo fatto chissà che cosa" l'imbarazzo sempre più forte.&lt;br /&gt;   "Ok, ok, va bene. Ora mi calmo. Respiro. Dio che casino, il caffè è ovunque..."&lt;br /&gt;   "La riprova che il caffè locale fa male, mi chiedo come tu possa bere quella roba che sembra catrame, rispetto al nostro..."&lt;br /&gt;   Interrompersi.&lt;br /&gt;   Guardarsi.&lt;br /&gt;   Dare voce a dei dubbi.&lt;br /&gt;   "Senti se... resto qui... che ne dici d-di provare?"&lt;br /&gt; Le dita scure ad accarezzare il volto dubbioso davanti, quasi a voler studiare ogni lineamento, passarle sulla fronte aggrottata e soffermarsi.&lt;br /&gt; "Provarci..." ancora un attimo di silenzio, seguito da una domanda a metà fra l'incerto e l'ironico "Sei proprio sicuro che non ti piacciano le ragazze, vero?"&lt;/font&gt;&lt;/p&gt; &lt;h1 align="center"&gt;&lt;font size="3" face="tahoma"&gt;# Fine #&lt;/font&gt;&lt;/h1&gt; &lt;p align="center"&gt;&lt;font size="3" face="tahoma"&gt; &lt;/font&gt;&lt;/p&gt; &lt;font size="3" face="tahoma"&gt;&lt;br /&gt; &lt;/font&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;font size="3" face="tahoma"&gt;&lt;b&gt;Note finali.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt; Questo racconto partecipa anche alla mia "sfida": scrivere delle one-shot che richiamino l'album Violator dei Depeche Mode, portino come titolo il nome della traccia di riferimento e contengano accenni alla musica.&lt;br /&gt; Ce ne sono differenti, di questi ultimi. Fra tutti, il sottotitolo "Summer Slumber", è il titolo di una canzone dei Jaurim, gruppo rock coreano. La canzone (la potete ascoltare in &lt;a href="http://youtube.com/watch?v=_uO8r4wAhf4" target="_blank" rel="nofollow"&gt;questo video live&lt;/a&gt;) ha un non so che di malinconico e insieme a "Sweetest Perfection" dei Depeche Mode funge da colonna sonora. Mai musiche potevano essere così differenti. Ritmi ipnotici ed elettronici da una parte, chitarre e una voce femminile trascinante e dolce dall'altra.&lt;br /&gt;     Poi diamo i crediti a chi di dovere, cioè i DM.&lt;br /&gt;     &lt;i&gt;&lt;br /&gt;     Fermarsi e osservarlo.&lt;br /&gt;     Un filo di paura, scoprendosi bisognosi si proteggere quel ragazzo.&lt;br /&gt; Senza più il coraggio di toccarlo per paura che si rompa l'incantesimo che li lega in quell'istante che sembra non scorrere mai. &lt;/i&gt;&lt;br /&gt;     &lt;br /&gt;     Personale rielaborazione di questi versi:&lt;br /&gt;     &lt;i&gt;&lt;br /&gt;     I stop and I stare too much&lt;br /&gt;     Afraid that I care too much&lt;br /&gt;     And I hardly dare to touch&lt;br /&gt;     For fear that the spell may be broken&lt;/i&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt; &lt;font size="3" face="tahoma"&gt;  &lt;/font&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;font size="3" face="tahoma"&gt;아, 아름다웠던 여름, 그 여름 [Ah... Arumdawotton yorum, ku yorum] [Ah... splendida estate, quell'estate...]&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;</content>
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    <title>Come si posta?</title>
    <published>2008-06-20T20:01:42Z</published>
    <updated>2008-07-22T11:42:08Z</updated>
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    <content type="html">&lt;br /&gt; Nel caso in cui sia una storia, mettete il titolo della stessa come - l'avreste mai detto? - titolo del post&amp;nbsp; XD&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Poi le tags...&lt;br /&gt; "Autore: vostronick"&lt;br /&gt; "Originale"&lt;br /&gt; "NomeFandom" (ad esempio: "Captain Tsubasa" o "Slam Dunk")&lt;br /&gt;"Track #01" (e successive)&lt;br /&gt; &lt;b&gt;NON &lt;/b&gt;usate i nomi delle ship, i pairing e cose così, per favore =)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per inserire le storie usate questo schema:&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Titolo:&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Fandom:&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Personaggi:&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Rating:&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Riassunto:&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Note:&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Solo le note sono opzionali, il fandom e i personaggi non vanno inseriti se si tratta di originali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel caso in cui pubblichiate in altra sede, inserite il fake-cut con il link all'archivio esterno. La lista di quelli permessi si trova nelle &lt;a href="http://community.livejournal.com/violator_ff/profile"&gt;info&lt;/a&gt;&amp;nbsp; ;)</content>
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    <title>Benvenuti!</title>
    <published>2008-06-20T19:25:29Z</published>
    <updated>2008-06-20T19:26:23Z</updated>
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    <content type="html">Benvenuti in questa community, pero vi possiate trovare bene!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa idea nasce nel gennaio 2007, quando mi misi a riascoltare &lt;i&gt;&lt;b&gt;Violator &lt;/b&gt;&lt;/i&gt;dei Depeche Mode. Decisi di dare origine a una sottospecie di community nei luoghi in cui mi trovavo più di frequente. L'idea ebbe successo, ben più di quanto non potessi immaginare!&lt;br /&gt;Spero possa ottenere lo stesso risultato qui su LJ&amp;nbsp; =)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Enjoy!</content>
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